EXA1 experiment

Posted on 22 dicembre 2009

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posseggo già da tempo la mia fedele e stimata macchina fotografica canon A1 (soprannominata matilde) che non sbaglia un colpo e che anzi, ogni volta riesce ancora a sorprendermi. appurato quindi che non la cambierei con nessun’altra, all’incirca 5 mesi fa cominciai a sentire l’esigenza di acquistare una seconda macchina per arricchire il mio corredo fotografico e con la quale poter sperimentare strade diverse.
scartato a priori tutto l’universo digitale mi buttai decisamente sull’antiquariato: mi soffermavo ore a leggere le caratteristiche della rolleiflex e ne ammiravo estesiato l’estetica perfetta, sognando un giorno di possedere un cimelio vecchio come il cucco.
non chiedetemi perchè, forse il ritorno all’essenziale, alla perfezione della meccanica, alla fotografia nuda e cruda senza trucchi.
rimasi mesi nella condizione di fare e non fare e quest’esigenza diventava un’ossessione.
una mattina a casa di maurizio scaturì per caso questo discorso: d’improvviso e senza dir nulla maurizio uscì dalla stanza per ritornare poco dopo con 3 splendide macchine fotografiche che aveva acquistato su ebay e non aveva mai usato. mi disse di provarle e io quasi incredulo afferrai la EXA1 e quasi scappai via come gollum col suo tesssoro.
caricai subito un rullo e cominciai a scattare. nonostante la testardaggine mi accorsi che usarla non era per nulla facile: il mirino non era tanto luminoso e a parte non conoscere tutte le sue funzionalità (non ho mai trovato il manuale delle istruzioni) non aveva esposimetro, particolare che io avevo considerato più una sfida che un problema. insomma, per farla breve continuai a scattare più o meno alla cieca (non avere l’esposimetro è paragonabile appunto al condurre una macchina senza fari nel buio più nero) senza avere la minima idea di cosa aspettarmi.
ieri notte ho finalmente sviluppato il rullo, qui sopra potete vedere un esempio di quel che ne è uscito fuori, (se siete curiosi e ci cliccate sopra invece potrere vedere tutte e 4 le fotografie che a mio parere possono definirsi “piacenti” di quel rullino) solo che tutti gli scatti avevano una trama strana sopra, paragonabile alla schiuma del mare sulla battigia. ho pensato “uau, questa macchina è veramente magica!” mentre a farmi tornare con i piedi per terra ci ha pensato come al solito damiano “non hai fissato la spirale con l’anellino” (una leggerezza in fase di sviluppo) e ora che ci penso potrebbe esser vero, anche se preferivo di gran lunga che quello strano effetto fosse dovuto alla magia della macchina fotografica.

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