il MALE

Posted on 26 marzo 2010

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sono sempre alla ricerca di una qualunque ispirazione per le mie illustrazioni: mi piace ritrarre il nero, la pazzia, la morte, il MALE…
un pò di tempo fa, parlavo con un amico proprio di questo e gli chiesi quale fosse l’immagine che potesse associare al concetto di “male” (inteso non come dolore ma piuttosto come cattiveria, crudeltà).
mi rispose con un libro, ‘il signore delle mosche‘ di william golding ma tacque sulla scena specifica che non poteva rivelare, perchè nel contempo aveva suscitato talmente la mia curiosità che lo scongiurai di non parlarne più, dal momento che avevo già deciso di leggere il libro.
di fatto non rispose mai alla mia domanda, neppure quando lessi il romanzo e gli rivelai la mia profonda delusione.

toccò allora a me rispondere alla mia stessa domanda e improvvisamente riafforò dai miei ricordi la scena di un film: ‘l’allievo‘, del 1998, diretto da bryan singer, con un fantastico ian mckellen (il gandalf del signore degli anelli, tanto per legare al nome una faccia).
la pellicola si basa su di un racconto di stephen king, inserito nella raccolta ‘stagioni diverse’ e narra, alla spicciola, di un sedicenne che dopo una meticolosa ricerca scolastica sul nazismo e la shoah riconosce casualmente in un anziano cittadino il criminale di guerra kurt dussander, con il quale instaurerà un rapporto perverso fatto di diabolica malignità.
l’immagine che ho io del male è racchiusa nella sequenza della vestizione/marcia in divisa imposta all’ex ufficiale nazista dal suo allievo.
la scena è molto fedele al romanzo: il ragazzo ha costretto dussander ad indossare un’uniforme tedesca. comincia a farlo marciare sul posto, nella sua cucina, scandendo i comandi militari di truppa e il vecchio si lascia sottomettere, accettando di muoversi ai suoi ordini, dapprima divertito.
l’intensità sale piano con l’incedere della musica; il vecchio comincia a ritrovare dei movimenti sopiti da anni e ora marcia con enfasi, quasi in trance, con lo sguardo vuoto e distante, facendo battere con forza i tacchi degli stivali sul pavimento. il terrore si impadronisce del ragazzo: si rende conto di aver risvegliato qualcosa di terribile, qualcosa che non doveva toccare.

guarda la scena del film

in questi due minuti (poco meno di due pagine nel libro) è addensata per me tutta l’oscurità del male: semplice, immediata e diabolica.

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Posted in: film, libri, recensione, video