la zona del creativo sepolcrale

Posted on 1 maggio 2010

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[file mauro_&_francesca]

kafka recitava “forse esiste qualche altro modo di scrivere, ma io conosco soltanto questo: di notte, quando la paura non mi lascia dormire…”
per lo stesso motivo anche io attendo la notte per cominciare a disegnare (o giocare con un titolo survival-horror: memorabili le nottate trascorse nella cittadina di silent hill).
la notte non ha rumori, ti avvolge di oscurità sino a soffocarti e se non presti attenzione ti ci puoi perdere per sempre.
seguendo le oscure vibrazioni del mio istinto, comincio allora a scorrer piano tutti i 233 cd ordinati per autore su 3 mobiletti uno di fianco all’altro.
è un rito sacro: per me la musica ha un valore eccezionale.
ho sempre creato in solitudine, con un sottofondo in cuffia. è un ingrediente che in qualche modo ha il potere di influenzare le mie idee: a volte le rende più cattive, più nere e senza speranza; altre volte invece d’improvviso m’impediscono di calcare la mano, rivelando sfumature di colori tenui, solo percepiti…
voglio dire che se ascolto ISIS o KATATONIA l’illustrazione finale sarà sicuramente diversa da quella con LOREENA MCKENNITT o NORAH JONES che mi attraversano il cuore. ma badate bene, non scelgo la musica sulla base di quello che voglio ottenere: la scelta è casuale, segue le oscure trame del fato.
scorro il mio dito indice sui dorsetti dei cd sino a sentire quel formicolio dietro la nuca e con gesto meccanico infilo il prescelto nel lettore, inforco le cuffie (quelle con padiglioni imbottiti da dj) e si comincia.
io mi fermo qui.

ma alle volte fantastico sul come si potrebbe amplificare questa incredibile cassa di risonanza tra il mondo reale e quello interiore: mi perdo tra i particolari che potrebbero creare l’atmosfera e trasformare il luogo che ti circonda in un’esperienza extrasensoriale quasi mistica che immette dosi massicce di energia nel tuo sistema nervoso, pizzicandolo.
e allora voglio immaginare…

è inverno e c’è freddo. le ore migliori sono quelle a cavallo tra le 11 e le 03 di notte. fuori piove: si sente distintamente il rumore della pioggia e del mare in tempesta; l’odore della terra bagnata e del legno. è un piccolo monovano funzionale, fatto di pietra e legno, arredato senza eccessi ma con buon gusto. agli occhi di tanti potrebbe avere il fascino di una prigione medioevale: luce soffusa di candele e solitudine mista ad oscurità. immagino che i diffusori nascosti passino le note di the mystic dream quasi sussurrata ma con una certa enfasi.
una elegante postazione con un imac da 27 pollici e poco lontano, di fronte ad una grande vetrata sulla notte, io, un plaid nero, una poltrona, una wacom cintiq 21UX e la frenesia di catturare qualunque cosa mi passi per la testa.

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Posted in: luoghi, musica