ericailcane

Posted on 17 luglio 2010

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dite quello che volete ma io, ancora oggi, accosto alla fiaba di pinocchio una profonda e radicale malinconia e tristezza che affonda le sue radici nei miei ricordi di bambino.

non penso di aver mai letto la fiaba di collodi; tutti i miei incubi sono da imputare allo sceneggiato in 5 puntate diretto dal regista luigi comencini e trasmesso per la prima volta dalla rai nel 1972.
riporto testualmente dalla pagina di wikipedia: “comencini ha dato del suo pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all’intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti più che altro per le loro interpretazioni in ruoli comici.”

quello che mi ritorna in mente in oscuri flashback è la tristezza di geppetto, la cattiveria del gatto e della volpe, la paura per la grande balena e quella profonda solitudine del protagonista, impegnato nella perenne ricerca di una felicità solo idealizzata, che come una carota appesa al classico bastone, lo conduce verso un lieto fine sempre triste.
la poesia della narrazione, fatta di quella realtà a colori sbiaditi, propria dei vecchi film da emozioni vere, si completava con la sublime colonna sonora, eseguita da fiorenzo carpi: la musica, per quanto possibile, struggeva lo spettatore di una malinconia ancor più indicibile, non lasciando spazio ad altri sentimenti.
in tutto questo, i disegni di carlo chiostri, che reggevano completamente da soli la sigla iniziale, passavano quasi in secondo piano… ma non ai miei occhi di bambino.

questa doverosa introduzione per farvi capire cosa ho provato davanti alle illustrazioni del sito web ericailcane.org.
la carta giallina, il tratto della matita o dell’inchiostro che creano un chiaroscuro denso di particolari; e poi animali in contesti surreali, il più delle volte grotteschi richiamano molto dello stile malinconico e funereo di carlo chiostri e del suo pinocchio, scatenando in me tutte le sensazioni che forse non son riuscito a farvi capire…

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Posted in: recensione, web