ULCERE NERE release 4.0

Posted on 2 aprile 2011

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[file: andreapes.com]

dopo tre anni, avevo terminato il mio contratto di docenza presso una scuola di formazione professionale e cominciai allora a cercare nuove proposte di lavoro. in quello stesso tempo prese sempre più vigore l’idea di un portfolio online.
fu nell’agosto di quello stesso anno, il 2007, che lanciai la versione 1.0.
costruita interamente con macromedia flash 5 impiegai sei mesi di lavoro a tempo pieno.
il concept era piuttosto semplice: un inquietante ospedale in decadenza dove ogni singola stanza costituiva una sezione del portfolio; si navigava come un videogame, sfruttando l’interazione diretta con gli oggetti che si avevano sott’occhio.
ancora oggi, quando mi spingo sin laggiù, in quelle stanze buie e remote del web, riesco ancora a provare una forte emozione.

la necessità di aggiornare i contenuti e l’esigenza di cambiare, hanno poi dato vita alla versione 2.0, nella quale animazioni flash e codice html cominciavano a coesistere timidamente sulle stesse pagine.
fu questo un passo di transizione verso la successiva release, arricchita del tag html “description” che recitava “ULCERE: nere interpretazioni di realtà distorta e contorta”.
era il 26 aprile del 2008.
insieme alla prima versione, quella del 2008 raccontava molto di me e del mio carattere: i fulmini e i tuoni che annunciavano un temporale; un paesaggio post apocalittico solo percepito e sopra ogni cosa, una figura solitaria, assisa su una panchina che sembrava godersi la malinconia di quello spettacolo.
l’uso di flash fu ridotto alla sola animazione in home page; le illustrazioni cominciarono ad occupare fisicamente molto più monitor e cominciai a scrivere del testo d’accompagnamento ad ogni mio lavoro (all’epoca non avevo ancora un blog).
per due anni, la versione 3.0 del mio portfolio online divenne il mio vanto, la mia ossessione, il mio rifugio, il mio catalizzatore d’idee.

03 aprile 2011: ULCERE NERE 4.0 (risultato della contrazione alle prime due parole dello storico tag description).
i miei ruderi fondamenti di html non bastavano più. in un mondo fatto di social network, smartphone e velocità di connessione avevo bisogno dell’aiuto di esperti: giambattista e il suo creAbile e giuseppe, genio indiscusso dei sistemi informatici.
disegnai i bozzetti delle pagine cercando di dare sempre più importanza alle illustrazioni, avvicinando il mio stile a concetti chiave quali semplicità, accessibilità e condivisione.
scelsi le mosche come elemento portante (simbolo per eccellenza delle figure demoniache) e in particolar modo la ‘sarcophaga carnaria’ che insieme al sangue sottointende, neppur velatamente, il concetto di morte.

creati i bozzetti e le immagini, giambattista diede vita a questo novello frankenstein, cucendo insieme tutte le singole membra e assicurandosi poi che funzionnassero a dovere.
“IT’S ALIVE!”

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