CT presenta: DONATO_

Posted on 8 Mag 2011

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donato non ha braccia e gioca come portiere nella squadra di calcio della corsia tumorale.

per una strana necrosi che decompone i tessuti gli stanno tagliando via gli arti marci, come si fa con le prime foglie della lattuga.
oramai gli è rimasta solo la gamba destra.

una protesi totale dell’arto inferiore sinistro (dall’anca sino al piede) riesce a mantenerlo in precario equilibrio e a farlo zoppicare ovunque, ma grazie a quella protesi ha il tiro più potente della squadra.

la sorte gli ha regalato tutte le malattie degli occhi e non soddisfatta, qualche sintomo ancora sconosciuto alla medicina, ora oggetto di studio.

grazie alle varie metastasi ai bulbi oculari, riesce a vedere brandelli di futuro come lampi improvvisi; un potere che non è in grado di controllare e che non ha mai rivelato a nessuno.

venne abbandonato sui gradini dell’ospedale sant’ignazio d’antiochia in una fredda mattina di novembre. il bambino vestiva una busta di plastica a mo di tutina, alla quale avevano fatto un unico buco per la testa.
denutrito al limite dell’orrore, la pelle di un colorito verdastro; ma era per i suoi occhi che il disgusto impediva un gesto di carità: sproporzionati, immensi. la pelle delle palpebre tirata come un tamburo: dei palloncini troppo gonfi; sigillati, pregni di pus al punto tale da non riuscire neppure ad aprirli.
un mostro raccapricciante.
piangeva e muoveva la testolina come a cercare di divincolarsi da quel buio che non riusciva neppure a capire.

lo trovò suor clara e quando tagliarono via il sacco di plastica la zaffata di putredine che investì i presenti fu tale che l’equipe medica vomitò all’unisono.

gli diedero il nome giacomo, prima di scoprire un foglio di carta sul quale il macabro senso dell’ironia dei genitori aveva fatto scrivere donato; un bambino a cui la vita, più che donato, aveva invece tolto ogni cosa…

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