cadaveri.com

Posted on 31 ottobre 2011

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[!] ATTENZIONE: il sito web cadaveri.com contiene materiale estremamente violento

nella sezione ‘info’ del sito web tutto italiano cadaveri.com si legge:

“cadaveri.com è un sito specializzato in qualsiasi materiale raffigurante cadaveri: autopsie, incidenti, omicidi, suicidi, putrefazioni e molto altro. il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento in italia per gli appassionati di questo genere, organizzando nel tempo una fitta schiera di collaboratori. siamo anche a caccia di curiosità e stranezze sulla figura del ‘cadavere’ in tutte le sue sfaccettature, nonchè disposti a collaborare con altri siti. buona visione.”

dentro il sito web non solo fotografie di corpi umani deformati, contorti, spaccati, deturpati, squassati, aperti, tagliati a metà, spappolati, decapitati, a colori o in bianco e nero ma anche video di autopsie, esecuzioni e anche un paio di suicidi.
niente di nuovo comunque, considerato che dal 1996, rotten.com ci sbatte in faccia la morte in tutta la sua bellezza, con il chiaro intento di scioccare l’utente che non sa.

mi domando quale sia l’intento di questi siti web.

prima di dirvi quel che penso in maniera diretta e precisa, lasciatemi fare una breve, quanto necessaria, introduzione.

all’età di 17 anni acquistai “necroticism – descanting the insalubrious” terzo album dei carcass, la cui track list recita dei titoli (ancora oggi) affascinanti:
1.inpropagation 2.corporal jigsore quandary 3.symposium of sickness 4.pedigree butchery 5.incarnated solvent abuse 6.carneous cacoffiny 7.lavaging expectorate of lysergide composition 8.forensic clinicism / the sanguine article.
non ricordo più la recensione che mi spinse ad averlo ma il senso doveva suonare più o meno così:  ‘i carcass sembrano scrivere i testi delle loro canzoni usando un manuale di medicina legale…’.

in quanto giovane accanito lettore di dylan dog, sino al 1996 non persi mai nessuna pubblicazione, compresi gli speciali e gli almanacchi.
nel 1991 usciva il numero 5 con in allegato il piccolo volumetto dell’enciclopedia della paura che trattava la letteratura horror. se scorrete il mio volumetto sino alla pagina 57, sotto la voce ‘splatterpunk’ troverete del testo sottolineato:
‘termine coniato dallo scrittore e sceneggiatore cinematografico david j. schow. è la “nouvelle vague” dell’orrore letterario, ispirata al più sanguinario cinema splatter. il fine ultimo è lo shock, e per ottenerlo non si risparmiano le descrizioni più minuziose e iperrealistiche di atti di violenza (accanto alla macchina da scrivere degli autori di “splatterpunk” c’è probabilmente un buon testo di medicina legale.’

all’età di 18 anni, dopo averlo desiderato sin quasi a mitizzarlo, mi recai in libreria e acquistai il canuto tovo (testo universitario di medicina legale) e finalmente cominciai a disegnare le persone orrendamente decedute delle fotografie e a leggere di tanatologia.

nel 1998, quando frequentavo l’IED di roma, il grande dariush radpour, docente di disegno dal vero, firmò un 28 sul mio libretto: tutte le tavole che giudicò contenevano dei disegni a matita di cadaveri depezzati.

ancora oggi mi piace ritrarre la morte, perchè ancora ne subisco il suo magnetismo e la sua oscura bellezza.
d’altronde anche thomas de quincey nel suo breve trattato “l’assassinio come una delle belle arti” afferma:
“la morte è stata una cosa triste, senza dubbio, molto triste; ma noi non ci possiamo fare niente. per ciò, dobbiamo ricavare il miglior partito possibile da una cosa cattiva; e poichè è impossibile di cavarne nulla per uno scopo morale, trattiamola secondo estetica e vediamo se possiamo valutarla in questo senso.“.

cosa penso allora del siti web sopracitati? penso che il rispetto stia sempre nell’animo di chi osserva e che per quanto mi riguarda è solamente un pozzo di materiale per soddisfare il mio concetto di arte e di bellezza.

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Posted in: recensione, web