(road to) firenze marathon

Posted on 28 luglio 2015

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ad ottobre compirò i miei primi quarant’anni. a novembre cercherò di correrne uno per chilometro; e dato che ci sono, mi faccio anche i 2,195 km rimanenti, perché sembra brutto fermarsi così e non terminare la gara.

come si evince dal titolo, domenica 29 novembre 2015 correrò la firenze marathon: la mia prima maratona. una di quelle cose da fare di una lunga lista di desiderata; una di quelle cose per la quale ho dovuto aspettare pazientemente che tempo e coraggio diventassero maturi; una di quelle cose che da piccolo butti lì con gli amici e poi ti rimane attaccata per tutta la vita.

comincio questo nuovo viaggio con un entusiasmo fuori dal comune, uno strano timore reverenziale e tanta di quella curiosità un po’ malsana per l’ignoto: 42 km… mi sembra ancora un’impresa da titani, così grande da schiacciarti. e non vedo l’ora di correrla!

anche stavolta terrò un diario di tutti i miei allenamenti, cercando di buttarci dentro tempi, sensazioni, esperienze, pareri, emozioni e tutto quello possa attraversarmi la testa. che sia per me un album di fotografie da sfogliare nei giorni bui e per quanti di voi lo vorranno invece, una guida, una recensione, un reality show vissuto in diretta giorno dopo giorno.
andiamo, che come dicono gli ac/dc: ‘it’s a long way to the top if you wanna rock ‘n’ roll‘…

 

27 luglio 2015
programma: 4 ripetute da 1 km intervallate da 3′ di corsa lenta di recupero
svolgimento: giorno del santo patrono: stadio e pista d’atletica chiusi al pubblico. mi sposto allora in periferia, sul circuito B che si snoda attorno ad immensi capannoni industriali. ore 19,30. tira parecchio vento; 27° gradi in diminuzione.
prima di cominciare ripasso come sempre i tempi di riferimento: il tempo ufficiale è di 4′,05′‘ ma per queste prime uscite potrei anche accontentarmi di un 4′,10”. e infatti…
1 km: 4′,05” – 2 km: 3′,53” – 3 km: 3′,53” – 4 km: 3′,51”
note: tutto bene: le gambe girano facili… siamo ancora all’inizio.

29 luglio 2015
programma: 6km L
svolgimento: ultima delle uscite d’approccio prima di fare sul serio: venerdi infatti è prevista la 5km in pista per la determinazione della VR dalla quale ricaverò poi tutte le velocità di allenamento. più che altro mi serve a valutare grossomodo la mia condizione in questo momento: ho già dei tempi di riferimento e voglio solamente capire se adesso vanno bene oppure no.
nei giorni che precedono questo test vengo sempre preso da una certa ansia nera: una tensione da esame di maturità che si aggrava ogni volta vado a sbirciare nello storico dei miei tempi:
l’ultimo test dei 5km risale al 1 aprile 2015: 19′,34” con un passo medio a km da 3′,54”; ma il mio record personale risale addirittura al 7 gennaio 2015: 19′,15” a 3′,50” a km! ora forse potrete capite che razza di peso mi porto sulla coscienza! che ci volete fare: io la corsa la vivo così…

tutto bene per quanto riguarda invece i 6km di ieri: tempo totale 27′,29”, passo medio 4′,34” (nota: devo costringermi a diminuire la velocità sul lungo che assomiglia sempre più ad un medio n.d.a.) e dato che vorrei monitorare anche il mio peso almeno una volta a settimana, registro la pesata di ieri: 64kg.

31 luglio 2015
programma: test di determinazione della VR sui 5km
svolgimento: l’ansia si è dilatata a mia insaputa, e senza più controllo, ha raggiunto dei picchi inaspettati. mi ritrovo con le gambe molli e l’anima schiacciata da una strana preoccupazione: ho paura. ma paura di cosa? è solo uno stupido test… quando tutto sarà finito, riuscirò finalmente a capire i segnali della mia coscienza.
non è il giorno del santo patrono ma lo stadio è ugualmente chiuso. mi arrabbio: addio al tanto atteso derby scudetto col mio personale di gennaio. poi cerco di trovare una soluzione. in fretta. correrò avanti e indietro su un tratto abbastanza pianeggiante appena fuori città. sono circa le 20 quando comincio e l’aria è ancora calda: 27° di afa densa come muco.
decido che 3′,50” (il ritmo del personale di gennaio n.d.a.) è un ritmo troppo veloce e opto invece per un range compreso tra i 3′,55” e i 4′,00” a km. poi vediamo. il primo chilometro scorre via facile a 3′,55”; al secondo, già mi trascino una pesante zavorra carica di pensieri negativi che mi vorrebbero fermare (3′,52”); il terzo passa a 3′,55” ma non ricordo altro; al quarto rallento il passo, voglio fermarmi con tutte le mie forze e cerco di far pratica con l’esperienza extracorporea (3′,56”); al quinto scavalco finalmente il muro e vado avanti contando i metri che mi separano dalla fine ad una velocità di 3′,54”. direi che posso essere soddisfatto.
tempo totale: 19′,36”. passo medio: 3′,55”. VR: 4′,12”. significa che da aprile (19′,34” corsi però in pista n.d.a.) la mia velocità è rimasta pressochè invariata, anche se (e potete scrivermi tutto quello che vi pare) ho la strana convinzione che se avessi corso in pista, quei 19′,15” li avrei presi…

di seguito tutte le andature per questo programma di allenamento per la maratona:
1km (-3”/2” VR): 4′,09”/4′,10”
2km (-1”/+1” VR): 4′,11”/4′,13”
3km (+2”/3” VR): 4′,14”/4′,15”
RME* (+5”/10” VR): 4′,17”/4′,22”
RMA* (+30”/55” VR): 4′,42”/5′,07”
M (+15”/25” VR): 4′,27”/4′,37”
P (VR/+50”): 4′,12”/5′,02”
L (+40”/50” VR): 4′,52”/5′,07”
D.A.* (+30”/55” VR): 4′,42”/5′,07”
LG* (+30”/55” VR): 4′,42”/5′,07”
LP* (RMA/+60” VR): 4′,42” – 5′,07”/5′,12”

RME*: ritmo mezza maratona; RMA*: ritmo maratona; D.A.*: day after; LG*: lunghissimo; LP*: lunghissimo progressivo.

ah, sapete cos’era quella tensione pre gara? l’ho scoperto durante il terzo chilometro: era solo la paura di soffrire tremendamente e correre sul filo dei miei limiti psico-fisici. eppure deve esistere un modo per indurre un’esperienza extracorporea…

02 agosto 2015
programma: 12km L
svolgimento: voglio cambiare percorso e opto così per la strada che porta a sindia e al mare. si rivelerà una pessima scelta, dato che a quell’ora sarà ampiamente battuta da famiglie su mezzi ruotati che hanno fretta di rincasare dopo una giornata buttata in spiaggia. sono le 19,30 e nonostante tutto l’aria è ancora molto calda. non sono abituato a bere durante l’allenamento ma l’estate ha un concetto di idratazione tutto suo e l’ultima uscita sopra i 10km mi ha lasciato la bocca arida di un gusto ferroso e una nota mentale: rispolverare la cintura portaborracce.
eseguito il solito rito dello stretching pre corsa, allaccio il garmin al polso destro, infilo il polsino tergisudore su quello sinistro e infine stringo in vita la cintura con una sola borraccia (che tanto due non le utilizzo n.d.a.) colma di gatorade all’arancia rossa allungato per metà con acqua. e sono finalmente sulla strada. le gambe non hanno ancora smaltito i 5km di due giorni fa e bruciano terribilmente soprattutto in salita e questa dannata cintura poi è così fastidiosa!
in genere corro il lungo a 4′,40” a chilometro ma da oggi cercherò di rimanere almeno sui 4′,45”/4′,50” come da copione: correre 42km è totalmente diverso da correrne 21.
morale della favola: tutto bene a parte i soliti dolorini al ginocchio sinistro e al polpaccio destro che mi trascino da lunga data. certo, ci fosse meno caldo tutto sarebbe più bello…
tempo totale: 55′,55”. passo medio a chilometro: 4′,39” (dovete tenere conto anche delle discese n.d.a.). aumento d’altitudine: 101mt.

04 agosto 2015
programma: 5 ripetute da 1km a RME con recupero RMA
svolgimento: questo è il primo di una serie di nuovi allenamenti (propri della maratona n.d.a.) che non ho mai corso prima. sino adesso infatti, le mie ripetute sono state quelle veloci, per gare da 10 o 21 km. mi sono messo alla prova (e maledetto) su ripetute da 200, 300, 400 e 500mt; da 1, 2 e 3km intervallate sempre da surplace o al massimo da una corsa sciolta a velocità del L.
le ripetute con recupero a ritmo maratona si eseguono invece intervallando una parte più veloce, corsa al ritmo della mezza maratona, ad una parte di recupero a ritmo della maratona. fra una e l’altra non c’è sosta, né tratti di corsa in surplace: è un allenamento di corsa continua. mi devo ricordare che questo tipo di allenamento comincia e termina sempre con 1km a RMA.
le mie vecchie ripetute da 1km le correvo in pista a 4′,00”/4′,05”; per queste invece i tempi di riferimento sono 4′,17” con recupero a 4′,40”. scelgo un percorso facile, in città per saggiare il nuovo allenamento:
1 km RMA: 3′,52”(*) – 2 km RME: 4′,14” – 3 km RMA: 4′,36” – 4 km RME: 4′,14” – 5 km RMA: 4′,38” – 6 km RME: 4′,12” – 7 km RMA: 4′,39” – 8 km RME: 4′,12” – 9 km RMA: 4′,41” – 10 km RME: 4′,12” – 11 km RMA: 4′,36”.

volete ridere? il primo chilometro (quello asteriscato n.d.a.) l’ho corso così veloce perché ero talmente concentrato sui secondi della mia velocità a chilometro che ho completamente escluso dalla vista i minuti! ho cominciato con un ritmo che potesse andar bene alla bisogna e guardando il gps per aggiustare casomai il tiro mi sono accorto che continuava a riportare qualcosa per i minuti e 50” a km. ‘son troppo lento!‘ pensavo; e giù ad aumentare la velocità. stavo correndo come un dissestato: ‘ma è possibile che non riesca a scendere sotto i 4′,50”? io devo andare almeno a 4′,40”!!!’. e aumentavo ancora per capire se il gps fosse rotto o cosa: ‘non è possibile: sto correndo troppo veloce per un 4′,50”…c’è qualcosa che non va‘.
ci ho messo quasi 700mt a capire che stavo correndo a 3′,50” e non a 4′,50”! e poi dicono che correre fa bene alla salute…
è stata una prova semplice, se paragonata a quelle vecchie ripetute che tanto sangue mi hanno fatto sputare sulla pista. ma ricordiamoci (e lo dico a me stesso n.d.a.) che siamo solamente all’inizio della preparazione e i carichi s’intensificheranno. (nel mentre sono andato a sbirciare nel futuro e ho constatato che sì, i carichi s’intensificheranno… e di brutto).

06 agosto 2015
programma: 10km L + 2km M
svolgimento: pensavo che quelle maledette ripetute RME fossero passate senza lasciar segni… e invece mi ritrovo le gambe impastate e legnose. non nego di aver sofferto maledettamente il ritmo lento di questo lungo. come se tutto ciò non bastasse la giornata è molto afosa, secca da prosciugarti la bocca. come succhiare aria da un phon.
anche stavolta ho cercato di mantenere la velocità del L tra i 4′,40” e i 4′,45” ma non sempre son riuscito ad andare così lento. ho avuto invece parecchi dubbi sui due chilometri del M: ero già abbastanza affaticato così, figuriamoci spingermi sino ai 4′,25” a chilometro. ecco che la puzza di sfiducia richiama i soliti pensieri negativi come un cadavere le mosche; pensieri che cominciano subito a darsi da fare per arrivare giù, fino al cervello: forse farei meglio a fermarmi e tornare a casa. e invece quei due chilometri finali li ho corsi bene, senza fatica. è stato persino piacevole cambiare passo e aumentare la velocità: i muscoli si sono decontratti come sotto un massaggio, lavando via la pesantezza.
tempo totale: 55′,17”. passo medio a chilometro L: 4′,39”. passo medio a chilometro M: 4′,20”.
comincio ad accusare un certo fastidio persistente al ginocchio sinistro, davanti, proprio sotto la rotula. forse è il momento di resettare tutto e farsi una bella nuotata distensiva…

08 agosto 2015
programma: 24km LG
svolgimento: ieri mi sono affacciato sul baratro della sofferenza più nera, rischiando più volte di caderci dentro e perdermi così nell’abisso. ma andiamo con ordine.
decido per una partenza intelligente, correre cioè questo mio primo lunghissimo al fresco della mattina, dato che la giornata è marchiata come una delle più calde in assoluto.
sveglia alle 4.00 per la colazione (due fette di pane integrale con un velo di miele n.d.a.) e di nuovo a letto per cercare di dormire ancora, giusto il tempo di arrivare alle 6.00. applico i cerotti sui capezzoli, mi vesto, infilo le scarpe, riempio le borracce della cintura, riscaldamento preliminare e via. sono le 6.15: la città dorme ancora, il sole rischiara abbastanza ma non è ancora sorto del tutto e l’aria fresca lenisce ogni mia ferita. non ho mai corso 24km di fila: ho provato dei lunghi da 18, partecipato a 3 mezze maratone ma a 24km non ci sono mai arrivato. decido di stare su una media di 4′,40” e il percorso che ho scelto per questo battesimo del fuoco è la strada che da macomer porta a sindia: 12km all’andata e 12 al ritorno con 220mt. di dislivello nel mezzo: lo schema altimetrico segue il profilo di un ponte a schiena d’asino, con il punto più alto proprio nel mezzo. i primi 12 chilometri vanno via veloci, col sole alle spalle e la brezza fresca che ancora persiste. viaggio anche troppo veloce (4′,30”/4′,35”) ma sono curioso di capire se a questo ritmo posso tenere. a sindia, giro di boa a 55′,11”. si torna indietro e comincia il calvario. soffro maledettamente la salita iniziale ma tengo botta, cercando di non diminuire il passo. ora il sole è alto proprio davanti a me e all’improvviso l’aria sembra già infocata. bevo dalla borraccia ma qualcosa mi dice che è già troppo tardi. continuo ad arrancare e ad ogni passo il dolore si fa più insistente. è una sofferenza più profonda di quella fisica; una sofferenza che mi squarcia dentro! col tempo questi tagli poi si rimarginano, lasciando ognuno la propria cicatrice a perenne memoria… e sono proprio queste cicatrici a mettermi addosso la paura di correre, il terrore di provare ancora questo stesso tremendo dolore. per tutti questi 10km finali passo il tempo ad affrontare demoni e tentazioni di ogni genere, miraggi e allucinazioni che mi si parano davanti come in un viaggio mistico nel deserto. continuo a ripetermi che non sono in grado di correre una maratona, che devo assolutamente fermarmi e camminare… e invece corro. sull’ultima salita del chilometro 19 un’altra pesante crisi: ho finito il carburante delle borracce e ora sogno bottiglie d’acqua ghiacciata. non so che ore siano ma fa caldo. troppo caldo e io sono ancora lontano da casa…
in questo modo prosegue la mia personale via del dolore. vi risparmierò l’impietoso dopo corsa che si abbatterà in seguito su di me e vorrei concludere invece, a mente fredda, esaminando le possibili cause di questo orrore. prima i numeri di questa sessione:
tempo totale: 1,51′,03”. passo medio a chilometro: 4′,37”. aumento d’altitudine: 221mt.. calorie consumate: 1686.
note: forse, il ritmo corsa è stato troppo veloce: per delle gambe non più tanto abituate a gestire troppi chilometri questa prima volta avrei dovuto correre più lentamente. forse.
poi di certo il percorso non mi ha aiutato: le variazioni di pendenza mi hanno maciullato e anche per questo avrei dovuto gestire diversamente l’andatura di cui sopra. il caldo, la disidratazione fanno tutto il resto perché non voglio credere che 24km mi abbiano ridotto in questo stato: forse li ho un po’ sottovalutati è vero ma non sono uno stolto, so bene sin dove posso spingermi e 24km, con tutto il rispetto, posso correrli bene.

09 agosto 2015
programma: 10km D.A.
svolgimento: il day after serve a recuperare elasticità muscolare dopo aver eseguito molti chilometri, soprattutto se eseguiti a ritmo del lento. prima di tutto bisogna fare un riscaldamento che può durare dai 15-20 minuti da correre a ritmo LR (lento di rigenerazione n.d.a.). poi si dovranno correre da 5 a 10 tratti di 100-200mt. correndo alla VR intervallandoli con 1km a RMA o poco più lento. quindi, per esser chiari e precisi: 15-20 minuti LR; 100mt. VR; 1km RMA; 100mt.VR; 1km RMA; 100mt. VR… da ripetersi per un totale di 10 volte.
in alternativa vengono consigliati 60-70 minuti di bicicletta a ritmo molto blando. ho le gambe di pietra e fanno ancora male: sono tentato dalla bicicletta ma nonostante tutto scelgo questo day after. corro i 100mt. ad una media di 3′,55”/4′,00” mentre quelli da un chilometro a 4′,40”/4′,45”. all’inizio la corsa lenta martella i tendini delle caviglie e indurisce ulteriormente i polpacci già provati, poi i tratti veloci restituiscono poco alla volta un po’ di vitalità ma a circa metà della sessione i quadricipiti ricominciano a pulsare con fitte sorde e la stanchezza preme da ogni parte. vado avanti solo per sperimentare la veridicità delle buonissime parole spese da fulvio massini per questo mezzo di allenamento. e io di fulvio ho imparato a fidarmi ciecamente, anche se alla fine mi sento uno straccio!
sono passate 12 ore dalla corsa di questo D.A. e stamattina le gambe sembrano rigenerate. sono ugualmente pesanti certo, ma il dolore ai polpacci e alle cosce sono spariti! possibile che sia tutto merito di questi tratti veloci intervallati? oppure i miei muscoli sono oramai abbastanza allenati da accorciare tutti i tempi di recupero?

11 agosto 2015
programma: 6 ripetute da 1km a RME con recupero RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,39” – 2 km RME: 4′,08” – 3 km RMA: 4′,36” – 4 km RME: 4′,10” – 5 km RMA: 4′,35” – 6 km RME: 4′,08” – 7 km RMA: 4′,33” – 8 km RME: 4′,07” – 9 km RMA: 4′,38” – 10 km RME: 4′,06” – 11 km RMA: 4′,35”.
non par vero di poter uscire l’11 di agosto alle quattro del pomeriggio, come ai bei vecchi tempi invernali: l’aria è fresca e il cielo è carico della pioggia di un altro temporale estivo. le gambe, nonostante il D.A., sono ancora provate dallo shock del lunghissimo ma migliorano considerevolmente ogni giorno che passa. scelgo ancora un tracciato facile, tutto pianura: non vorrei caricare ulteriormente gli arti inferiori con saliscendi sfrenati. ho paura di essere quasi al limite di tolleranza fisica.
queste ripetute a RME sono strane: non sono difficili da eseguire e soprattutto non ti caricano d’ansia come le cugine più veloci. quelle sono marziali, rigide; pretendono rispetto assoluto e incutono timore. perché sanno far male. queste invece sono più permissive: paiono un volto buono che rassicurante ti sorride e ti fa sentire a tuo agio. e le sottovaluto, sforando il ritmo ogni volta. è un impegno che ti sfianca alla lunga, piano piano. sa attendere paziente, ti lascia sfogare e colpisce invece quando tutto sembra ormai finito. solo ora comincio a capire le diverse fatiche tra una gara veloce e una maratona. prima avevo un’altra visione del mondo.

13 agosto 2015
programma: 10km L
svolgimento: decido ci correre un po’ di salita e mi butto su un percorso ad anello poco fuori città: ha un diagramma altimetrico ad imbuto, con il primo tratto in discesa e poi la salita. in genere lo corro al contrario rispetto al senso in cui lo percorre marco, perché la salita è più diluita e si spalma per quasi 3/4 della lunghezza totale del percorso. nell’altro senso invece ci sono quasi 6km di discesa e un salitone tremendo al 12% di pendenza, concentrato in poco più di 1km.
fisicamente sto molto meglio: ho smaltito il carico dei giorni precedenti con solo qualche strascico ai tendini delle caviglie. presumo sia la mia solita schiena. a preoccuparmi però è una strana allergia che mi perseguita da giugno. strana, perché dal prick test è risultato che invece non sia allergico a niente. eppure avevo frequenti crisi di starnuti, occhi che lacrimavano, mal di gola, muco in eccedenza, labbra che bruciavano e soprattutto una spossatezza tale da non riuscire più a correre. ero stanco. perennemente stanco. e poi strane pustole sul corpo: che prudevano da strappar via la pelle.
per tutto il mese di luglio sono andato avanti a medicine (anche dopanti n.d.a.) che hanno tenuto a bada questa… cosa, qualunque essa sia, ma ora che il ciclo è terminato stanno ricomparendo i sintomi. per ora solo le pustole e il mal di gola. spero mai più la stanchezza…
insomma, per il resto tutto bene: ieri le salite sono andate via senza problemi e a parte i soliti fastidi al polpaccio destro e alla caviglia sinistra si potrebbe quasi descrivere come una passeggiata di salute. ho cercato di mantenere il ritmo sui 4′,40”/4′,45” e ho anche deciso di allungare la velocità del LG sino a 4′,50”: mi sembra un controsenso che il LG sià più veloce del L. da oggi correrò quindi il L a 4′,40” e il LG a 4′,50” e chi vivrà saprà…

15 agosto 2015
programma: 12km P
svolgimento: media 1/4 km: 4′,36”; media 4/8 km: 4′,18”; media 8/12 km: 4′,06”. tempo totale: 52′,04”.
si corre anche oggi, nel giorno di ferragosto. e si corre ancora alle 16, dato che il cielo è coperto e la temperatura praticabile: spira un discreto vento di maestrale che mi rinfresca la faccia ma so già che ritrovarmelo contro farà sputar sangue! mentre inizio ad infilare un passo dietro l’altro abbozzo mentalmente un tracciato in città: spero di ritrovarla deserta e silenziosa come in qualche film post-apocalittico ma ovviamente mi sbaglio: il ferragosto non è più quello di una volta…
il progressivo in genere viene diviso in 3 parti: la prima da correre a ritmo L, la seconda a ritmo M e la terza a ritmo VR; ognuno poi decide secondo le proprie esigenze la lunghezza di ogni tratto: io ho sempre diviso il totale in 3 parti uguali. i tempi di riferimento sono 4′,40” per il L, 4′,25” per il M e 4′,12” per la VR.
il lungo lo corro facile anche se i dolorini al ginocchio sinistro si fanno sentire ad ogni impatto. il medio così così perché il sole non è più coperto dallo strato di nuvole e comincia a bruciare. la VR è invece una tortura: non solo perché correre a 4′,05”/4′,10” è un massacro ma anche perché mi ritrovo il vento contro e sembra di fare le ripetute in salita!
comunque anche questa è andata e domani comincia la settimana di scarico…

17 agosto 2015
programma: 7km L
svolgimento: tempo totale: 32′,10”; passo medio a chilometro: 4′,35”; aumento d’altitudine: 73mt.; calorie bruciate: 492.
correre una media di 50km a settimana ti fa arrivare al ciclo di scarico (nel quale ne corri all’incirca 1/3 n.d.a.) con una bellissima sensazione di leggerezza. soprattutto mentale. ma anche fisica.
in questa settimana si tira un po’ il fiato e si alleggerisce il carico sulle gambe in vista del LG da 28km di domenica al quale non voglio ancora pensare. che altro dire? 7km son troppo pochi per poter scrivere qualcosa…

19 agosto 2015
programma: 2 ripetute da 2km recupero 3′ surplace
svolgimento: 1/2 km: 8′,08” – 2/2 km: 8′,12”
stadio e pista d’atletica chiusi; che ve lo scrivo a fare? ripiego allora su di un tratto in pianura poco fuori città da 1km, da correre avanti e indietro con inversione a U. il tempo di riferimento è 4′,12” ma riesco a correre facile anche a 4′,05” e così faccio andare le gambe come gli pare. mi sento bene, oggi stranamente molto più degli altri giorni. una strana euforia mi attraversa il corpo dai piedi e ho voglia di ridere sotto questo tiepido sole di fine agosto. sono positivo. ho la certezza che tutto stia andando per il verso giusto, non solo la corsa ma anche la mia vita in genere. divento quasi immortale e tutti i problemi che affliggono il mio presente non sono più di una buca sull’asfalto, da superare con un passo di corsa.

21 agosto 2015
programma: 6km L
svolgimento: tempo totale: 28′,21”; passo medio a chilometro: 4′,43”; aumento d’altitudine: 43mt.; calorie bruciate: 429.
questa è la quiete prima della tempesta. un lungo da 6km che precede un lunghissimo da 28. la testa è già a dopodomani…

23 agosto 2015
programma: 28km LG
svolgimento: chilometri percorsi: 22.66; tempo totale: 1,50′,54”; passo medio a chilometro: 4′,54”; aumento d’altitudine: 407mt.; calorie bruciate: 1600.
quello di ieri è stato un altro schianto, questa volta con una parziale incrinatura dell’anima. non vi nascondo che è molto dura per me scrivere oggi questo resoconto, però è giusto e sacrosanto che si raccontino anche (e soprattutto) le sconfitte…
come avrete già letto non sono riuscito a correre questi 28km del lunghissimo e fatico anche a ricordare cosa sia successo ieri: ho come dei buchi temporali nella memoria. cerchiamo di andare con ordine: decido di percorrere la strada che da macomer arriva sino a scano di montiferro scavalcando due province. la correrò come sempre: avanti sino alla metà della distanza totale e poi inversione a U e ritorno al punto partenza. nei giorni precedenti butto uno sguardo all’altimetria del percorso ma non mi soffermo troppo sui numeri. e questo è il primo errore: sottovalutare il percorso. il secondo errore è invece quello di uscire alle 16,45 del 23 agosto. inutile girarci intorno: il sole picchia forte ma il vento di maestrale inganna i miei sensori termici, facendomi percepire una temperatura accettabile. e così comincio a correre. all’andata ho il sole in faccia per tutto il tempo e il vento mi asciuga il sudore abbassando la mia temperatura corporea. è una brezza assai piacevole. non mi sento proprio al meglio; è più una sensazione però che un dato di fatto. avete presente i giorni NO? ecco, questo sembra uno di quelli. passo dai 573mt. d’altitudine sino al picco più alto di 725mt. cercando di adottare una velocità di crocera di 4′,50”/4′,55” a chilometro. una volta scollinato poi è tutta discesa. rinfrancato cerco allora di frenare le gambe all’andatura predefinita e così sino al giro di boa.
prima di rivivere il dramma vero e proprio, o almeno quel che mi ricordo, voglio aprire una parentesi sugli integratori. è inevitabile che durante una maratona debba ingerire anche carboidrati e vitamine oltre ai consueti sali minerali. e per me questa è una cosa completamente nuova: durante le mezze maratone non ho mai assunto integratori del genere e sono molto confuso a riguardo. ho letto tanto sull’argomento ma il mio sapere è solo teorico: pratica ci vuole! e così, come un qualsiasi scienziato pazzo, devo provare su di me gli effetti di questa nuova pozione. al chilometro numero 12 ingerisco quindi una pastiglia di enervit GT sport. come pensavo è complicato far sciogliere in bocca la pastiglia per via della respirazione: ho dovuto masticarla e mandarla giù con un po’ d’acqua. va detto: non avvertirò nessun beneficio e questo perché, come ripetono tutte le persone intelligenti, non sono pastiglie da superpoteri ma solamente integratori. non scordatelo mai.
ma siamo al giro di boa dei 14km. appena compiuta l’inversione a U il vento sulla faccia cessa del tutto… ma immediatamente, come se qualcuno avesse spento il ventilatore! le gambe s’induriscono e i polpacci cominciano a far male ad ogni passo. ieri ancora non lo sapevo ma stavo inerpicandomi sulla salita che dai 478mt. ai quali ero sceso mi avrebbe riportato ai 725 del maledetto picco. senza più il vento sulla faccia comincio a sudare copiosamente. ho cercato di stringere i denti ma dopo 2km mi sono fermato. ho urlato di rabbia. ho urlato tutto il mio disappunto contro questo corpo che non voleva più correre …e sapevo che questa corsa non l’avrei finita. ho ricominciato a correre senza più convinzione ma dopo un altro chilometro mi son fermato nuovamente. non c’era più niente che mi spingesse ad andare avanti. avevo fallito. se avessi avuto con me il cellulare mi sarei fatto venire a prendere. volevo che tutto questo finisse immediatamente. e invece mi ritrovavo disperso nel nulla più assoluto e dovevo tornare a casa con le mie gambe. altra soluzione non esisteva. da qui in poi i ricordi diventano confusi. i dati del garmin scaricati oggi mi dicono che mi son fermato altre 5 volte prima di arrendermi definitivamente al chilometro 22.66. gli ultimi 6km li ho camminati.
all’inizio ho parlato di anima incrinata perché ancora non si è spezzata del tutto. certo è che il lunghissimo è l’allenamento principe per la maratona e se non riesco a correrlo ho un problema mica da poco. ora sono parecchio sfiduciato ma tutto questo passerà ne sono certo, devo solamente cancellare tutta questa sofferenza che ho legato all’allenamento e ricominciare.

26 agosto 2015
programma: 7 ripetute da 1km a RME con recupero RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,36” – 2 km RME: 4′,10” – 3 km RMA: 4′,36” – 4 km RME: 4′,09” – 5 km RMA: 4′,37” – 6 km RME: 4′,10” – 7 km RMA: 4′,34” – 8 km RME: 4′,11” – 9 km RMA: 4′,37” – 10 km RME: 4′,10” – 11 km RMA: 4′,35” – 12 km RME: 4′,10” – 13 km RMA: 4′,37” – 14 km RME: 4′,10” – 15 km RMA: 4′,37”.
dopo la cocente disfatta del lunghissimo, ho impegnato questi ultimi due giorni a rigenerarmi. un’ora di bicicletta, per ritrovare elasticità nelle gambe e le rimanenti 47 ore a vedere e rivedere tutti i miei errori come davanti ad una registrazione  video. quanto ancora ho da imparare…
giornata parecchio calda e nonostante i miei programmi iniziali decido di uscire al tramonto. le gambe, gonfie di glicogeno da inattività, si muovono leggere sull’asfalto e un vento fresco mi restituisce quella bellissima sensazione che avevo dimenticato da troppo tempo. mano a mano che il sole scompare e la temperatura scende mi sorprendo a pensare che non vorrei più smettere di correre. sono immerso in uno stato di grazia e concentrazione tali da domandarmi se tutto questo non corrisponda al leggendario flow descritto da libri e riviste del settore. i chilometri si susseguono veloci e il tempo pare scorrere al ritmo del mio respiro: ancora quella sensazione di invincibilità assoluta… un segno?

28 agosto 2015
programma: 12km P
svolgimento: media 1/4 km: 4′,36”; media 4/8 km: 4′,21”; media 8/12 km: 4′,07”. tempo totale: 52′,24”.
lo scenario della corsa di oggi è bosa marina, a 4mt. sul livello del mare. è una delle giornate più calde del mese e nonostante siano passate le 19.00, qui l’umidità rende questi 30° come 45!
comincio a correre la parte del L sul lungomare ma è davvero troppo caldo, così viro decisamente verso l’entroterra dove l’odore della macchia mediterranea è così forte da evocare i miei ricordi di bambino. corro facile i primi 4km mentre la parte del M scorre senza pensieri: infatti mentre per il L devo monitorarmi costantemente per non accelerare, il M corrisponde alla mia velocità normale, libera; senza pensieri appunto.
mi accorgo di sudare molto più che abbondantemente. vorrei correre qui il mio prossimo LG ma comincio ad avere qualche dubbio, almeno per questa fascia oraria.
quando il garmin mi avvisa che siamo al chilometro numero 8 sgombro la testa dai pensieri perché è tempo di concentrazione. devo correre questi ultimi 4km alla mia VR stimata in 4′,12” che approssimata per difetto significa 4′,10”. fortunatamente il sole è già quasi scomparso e la temperatura (lontano dal mare n.d.a.) ora è accettabile. ho i pantaloncini così bagnati che mi si attaccano alle gambe e suonano come una busta di plastica frustata dal vento…
credevo peggio dai. e anche questo progressivo è andato. ora recupero, faccio un po’ di stretching e mi vado a fare una bella nuotata distensiva.

30 agosto 2015
programma: 14km M
svolgimento: tempo totale: 1,00′,43”; passo medio a chilometro: 4′,20”; aumento d’altitudine: 64mt.; calorie bruciate: 971.
da un po’ di tempo sto notando una certa ansia pre-corsa. non ho mai avuto particolari emozioni prima di una gara, figuriamoci prima di un allenamento, eppure qualcosa è cambiato. credo sia tutta quella sofferenza provata sui lunghissimi ad avermi fatto legare psicologicamente la corsa al dolore. adesso, mano a mano che si avvicina l’orario della consueta sessione di allenamento, la mia testa ha il timore folle di riprovare quelle stesse sensazioni e in qualche modo va in autoprotezione. non ci posso far niente, se non continuare a correre e dimostrare alla mia testa che quei casi sono delle eccezioni e che non capiteranno mai più.
il menu del giorno prevede 14km di M che dovrei correre ad un tempo di riferimento di 4′,27”. sulla carta non è per niente facile. è vero, come ho già scritto, che il ritmo del medio corrisponde al mio passo normale ma 14km non sono pochi. e poi le giornate sono ancora tremendamente calde e afose, anche alle 19,30. comunque va tutto bene: l’ansia si scioglie piano dietro ogni passo e quando la testa comprende che il corpo può correre a questa velocità finalmente si rilassa e sblocca la modalità di autoprotezione nella quale si era ritirata. così porto a casa questo nuovo allenamento buttando un pensiero alla mezza maratona di la maddalena-caprera del 20 di settembre. chissà se riuscirei a tenere questo ritmo per tutti i 21km e insidiare così il mio personale di 1,29′,34′‘ registrato a maggio nella maratonina dei fenici di pula…

01 settembre 2015
programma: 12km L
svolgimento: tempo totale: 54′,58”; passo medio a chilometro: 4′,35”; aumento d’altitudine: 124mt.; calorie bruciate: 846.
finalmente arriva settembre e la cupola d’afa che ci affliggeva sembra dissolversi sotto le prime piogge estive. c’è da correre questo L abbastanza insipido sulla carta e allora mi viene spontaneo rinforzarlo con delle salite. è da tanto che non mi cimento. dal disastro del lunghissimo da 28km mi pare. brrrrrrr…
sono le 19,00 quando esco di casa e imbocco la strada verso sindia. c’è fresco e le gambe girano bene ma sulla prima salita comincio a sentire un dolore al solito muscolo piriforme sotto il gluteo sinistro. sempre quello. sì, neanche io sapevo cosa fosse questo piriforme, quando poi mi è stata diagnosticata una brutta contrattura e successive dieci sedute di massaggi. il massaggio per decontrarre il piriforme si effettua con la punta del gomito del fisioterapista che ravana, seguendo dei movimenti concentrici, in fondo sulla tua chiappa. e fa un male cane! dopo il primo massaggio non riuscivo neppure a camminare… era marzo se ben ricordo e nonostante continui ogni giorno ad allungare i muscoli del gluteo, il piriforme è assai subdolo, e quando meno te lo aspetti ritorna a farsi sentire. sto avendo un discreto successo (e sollievo n.d.a.) effettuando una sorta di automassaggio in digitopressione posizionando una pallina da tennis sotto il punto dolorante. insomma, non sarà certo il massimo, ma lo tengo a distanza.
ultima considerazione sulle scarpe. da quasi un anno ho sposato la tecnica delle due paia di scarpe diverse da alternare negli allenamenti, con risultati splendidi. primo, perché le scarpe durano il doppio e secondo perché i miei tendini trovano molto sollievo nell’alternare specifiche tecniche diverse. sono sempre stato un fan delle ammortizzanti neutre, scarpe pesanti per definizione ma davvero molto confortevoli. ora il mio parco comprende un paio di asics gel kayano 21 e un paio di new balance M880 V4. due scarpe ammortizzanti ma profondamente diverse: le asics sono pesanti e avvolgenti, forse più adatte a runner pesanti ma molto comode, le new balance invece risultano molto più secche, nessuna cucitura interna e molto, molto più leggere. se non ricordo male era uno dei modelli più leggeri tra le A4: solo 305 grammi! inutile dirvi che col tempo i miei gusti sono cambiati profondamente: usare le asics adesso si sta rivelando un vero supplizio: nessun danno a muscoli e tendini per carità ma la sensazione orribile di correre sulla sabbia, di affondare il piede nel fango melmoso e faticare per poi ritirarlo su. finito il loro ciclo vitale credo rivolgerò l’occhio su qualche cosa di profondamente diverso. le new balance invece sono spettacolari. mi ci sono trovato talmente bene che ne ho acquistato un altro paio identico che tengo ancora intonso nell’armadio. l’esperienza mi sta conducendo verso scarpe più leggere e secche, adatte a ritmi più veloci e forse anche ad una tecnica di corsa più evoluta. non vedo l’ora di ritornare in un negozio sportivo e provarle tutte!

03 settembre 2015
programma: 3 ripetute da 2km a RME con recupero 1km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,34” – 2/3 km RME: 4′,10” – 4 km RMA: 4′,33” – 5/6 km RME: 4′,07” – 7 km RMA: 4′,37” – 8/9 km RME: 4′,07” – 10 km RMA: 4′,36”.
niente di che queste nuove ripetute da 2km a RME. anzi, forse c’è il rammarico di averle corse anche troppo veloce se penso che il ritmo di riferimento è 4′,17′‘ per il RME e 4′,42” per il RMA. ieri pensavo a quanto la mia esperienza mi porti ancora ad essere una macchina, un robot che corre solo se ha in mente una strategia e soprattutto dei tempi di riferimento. e se questa strategia si dimostra errata, c’è solo da mettersi comodi, perché lo schianto è imminente. certo, prima o poi imparerò qualcosa dai miei errori, ma per adesso è così. ho provato molte volte a seguire le indicazioni del mio corpo infischiandomene dei tempi, ma nello sport sono sempre stato uno di quelli predisposti a soffrire, e ho sempre anteposto il risultato al dolore fisico: ecco perché me ne frego di come sto e controllo ossessivamente la velocità di corsa, schiantandomi poi nel bel mezzo di un lunghissimo (vedi settimana scorsa n.d.a.), davanti ad un tracciato troppo impegnativo (vedi la mezza di chia del 3 maggio 2015 n.d.a.) oppure al termine di ogni maledetta salita, durante la quale cerco di tenere, sbagliando, la stessa identica velocità che in pianura.
sono fatto così. però mi accorgo che qualcosa sta iniziando a cambiare: altri 10 anni così e forse riuscirò a rendermene conto.

05 settembre 2015
programma: 4km L + 8km M
svolgimento: tempo totale: 52′,39”; passo medio L: 4′,35”; passo medio M: 4′,17”; aumento d’altitudine: 67mt.; calorie bruciate: 833.
con la testa sono già a domani: lunghissimo progressivo da 30km.

07 settembre 2015
programma: 30km LG P
svolgimento: tempo totale: 2,19′,03”; passo medio primi 20km: 4′,39”; passo medio degli ultimi 10km: 4′,34”; aumento d’altitudine: 170mt.; calorie bruciate: 2119.
cominciamo col dire che questi maledetti 30km li ho corsi tutti, dal primo all’ultimo e solo ora, guardando i tempi, realizzo di averli corsi anche troppo velocemente! ma facciamo un passo indietro…
è una bella giornata di fine estate. c’è il sole e un vento fresco di maestrale. tutto sommato con 25° si può correre anche alle 16,30, anche perché l’ansia mi sta divorando le viscere e non riesco a concentrarmi su nient’altro. così prendo la macchina e arrivo sino a bosa marina: è questo il luogo scelto per la mia redenzione: nessun dislivello e mura amiche tra le quali trovare un minimo di conforto. infilo le calze a compressione (più per difendere il mio eczema dal sole che per altro n.d.a.), allaccio la cintura con le mie due borracce gemelle, una caricata ad acqua e l’altra con gatorade diluito, sistemo la tavoletta di enervit gt sport nella tasca anteriore dei pantaloncini, occhiali da sole… e si comincia.
è un lunghissimo progressivo e ho scelto di correrne i primi 2/3 alla velocità di riferimento di 4′,50” e l’ultimo rimanente a 4′,40”. è un ritmo molto lento rispetto a quello a cui sono abituato e fatico non poco a frenare le gambe ma DEVO farlo. controllerò ossessivamente la velocità di corsa per tutti e 30 i chilometri cercando di correggermi sino a quando la lucidità mentale mi abbandonerà. il primo ristoro lo faccio dopo 10km: il gatorade non è mai stato così dolce. sto bene. le ginocchia accusano qualche dolore ma più per lo stress della bassa velocità che per altro. almeno credo. percorro tutto il primo dei due giri da 15km (ricavati tra la marina e la città di bosa n.d.a.) e sono già a metà dell’opera. è il momento d’ingollare la tavoletta enervit gt. la mastico al volo per non cambiare il ritmo di respirazione e affogare. un abbondante sorso d’acqua e si continua. la noia comincia ad intaccarmi l’animo. al chilometro numero 20 altro rifornimento di gatorade e attacco gli ultimi 10 aumentando la velocità come da programma. mi rendevo perfettamente conto di aver corso i primi 20km ad una media di 4′,39” quando invece avrei dovuto correrli di 10” più lento, ma le gambe giravano e forse non desideravo altro che finire il più in fretta possibile. aumetare la velocità adesso, su questi ultimi 10km significa scendere per lo meno a 4′,35” a chilometro… ed è quasi la velocità del mio medio!!!
ma in quei momenti non stai molto a pensare: infili un passo davanti all’altro cercando di estraniarti il più possibile dalla realtà che ti circonda. ed è qui che ho perso definitivamente lucidità e le gambe ne hanno approfittato immediatamente. ricordo solo gli ultimi 5km. oltre alla noia pazzesca cominciavo ad avere dolori ovunque: alle ginocchia, ai piedi, alla schiena… e soprattutto la ripetitività del lungomare cominciava a darmi la nausea. il sole stava tramondando. quante ore erano passate? cercavo di distrarmi con le persone che lasciavano la spiaggia ma la voglia di fermarmi era altissima. la velocità di corsa era sempre quella: 4′,30”/4′,35” ma stavo arrancando. ero curioso di vedermi dal di fuori, perché mi sentivo esattamente uno zombi… anche molto meno coordinato nei movimenti. quando il garmin trillò i 30km e dopo quasi due ore e mezza ritornai a camminare, mi parve un gesto improprio all’essere umano.

10 settembre 2015
programma:
5 ripetute da 1km recupero 3′ surplace
svolgimento: 1/1km: 4’03” – 2/1km: 4’09” – 3/1km: 4’02” – 4/1km: 4’12” – 5/1km: 4’01”
per recuperare elasticità dal LG P da 30km invece di correre il day after il giorno dopo ho optato per 50′ di cyclette. per due motivi. il primo è che ho sperimentato più benefici dalla bicicletta che dal day after tanto millantato da fulvio massini, e il secondo era invece un’enorme e dolorosa vescica sotto l’alluce sinistro, che non mi avrebbe permesso di correre ancora.
dopo due giorni di riposo dunque si riprende e si riprende con delle ripetute veloci da 1km che finalmente posso correre sulla pista di atletica. le gambe si sono riprese molto bene e sono talmente cariche che faccio una fatica enorme a farle andare almeno a 4′,05”. dopo la corsa lenta di lunedi questa velocità è un vero toccasana: sento magicamente sfumar via tutti i vari dolorini alle articolazioni e il corpo si distende gradualmente. mi sono rimesso in sesto.

12 settembre 2015
programma: 6km L + 1km RMA
svolgimento: tempo totale: 32′,33”; passo medio L: 4′,40”; passo medio RMA: 4′,28”; aumento d’altitudine: 33mt.; calorie bruciate: 496.
comincia una bella settimana impegnativa: dopo quest’ultimo allenamento di scarico, lunedi cercherò di correre 21km a RMA su un tracciato collinare; poi ancora due allenamenti di scarico e il 20 settembre sarà il turno della mia quarta mezza maratona dell’anno: la maddalena – caprera half marathon. staremo a vedere…
bollettino medico: il piriforme è sempre molto contratto, durante la corsa ho delle improvvise fitte alle ginocchia e i tendini d’achille a riposo fanno abbastanza male. per ora è tutto.

14 settembre 2015
programma: 21km RMA
svolgimento: tempo totale: 1,35′,56”; passo medio: 4′,34”; aumento d’altitudine: 168mt.; calorie bruciate: 1473.
corro rilassato, con l’ansia pre allenamento che mano a mano evapora col sudore. dopo aver corso 30km 21 ti sembrano quasi una passeggiata! cerco di stare sui 4′,35”/4′,40” ma i primi 6km scorrono via molto più facilmente di quel che credessi e spesso sforo sui tempi. anche perché mi sento molto bene e non credevo. in settimana la schiena ha ripreso a farmi male, il piriforme è sempre molto contratto, i tendini e le ginocchia pulsano e la vescica sull’alluce è sempre lì. e invece tutto gira bene, e mi vien voglia di ridere! cerco di non aggredire la prima salita come mio solito e mi faccio trasportare invece dal ritmo delle gambe: come se queste avessero una volontà propria, indipendente. quando arrivo ai 10km è già tempo di fare inversione e ritornare indietro. sulla discesa la schiena ricomincia a far male (ancora adesso non ho mica capito se sia colpa della discesa o della cinta portaborracce n.d.a.) e risveglia improvvise pugnalate casuali alle caviglie e alle ginocchia che mi fanno preoccupare. devo rimanere concentrato: devo cercare di assumere sempre la giusta postura ad ogni passo. quando mancano 5km alla fine vorrei accellerare ma poi penso alla gara di domenica. meglio di no. finisco bene, tranquillo… certo, se non fosse per questi dolori al bacino…
stessi dolori accusati già dopo i 30km del LG e anche allora avevo la cintura in vita. se la causa è la cintura poco male, ma se invece sono i muscoli del core (i muscoli che circondano il baricentro e che hanno il compito di farci mantenere un’adeguata postura n.d.a.) poco allenati, allora forse ho toppato qualcosa e devo rinforzare la preparazione con qualche seduta di core-stability settimanale. ma non adesso. ora comincia la preparazione alla gara di domenica.

16 settembre 2015
programma: 3km L + 1km M + 3km L + 1km M
svolgimento: tempo totale: 36′,10”; passo medio L: 4′,35”; passo medio M: 4′,16”; aumento d’altitudine: 39mt.; calorie bruciate: 558.
con l’afa e un qualche incendio nelle campagne vicine, 28° sembrano addirittura 45°. comunque l’allenamento è andato bene, niente da dichiarare. la notizia del giorno piuttosto è un’altra: è ritornata quella famosa strana allergia di luglio. così, all’improvviso. starnuti, muco, mal di gola, labbra che bruciano, sudorazione copiosa e prurito…
ho dovuto ricorrere agli antistaminici. però sta diventando una faccenda seria…

18 settembre 2015
programma: 6km L
svolgimento: tempo totale: 27′,39”; passo medio: 4′,36”; aumento d’altitudine: 29mt.; calorie bruciate: 421.
ci sono molti pareri discordanti sull’allenamento (mattutino) a stomaco vuoto. l’intento è quello di abituare i muscoli a bruciare una miscela sempre più ricca di grassi mantenendo le riserve di glicogeno per il finale di gara. ovviamente si consiglia di non andare oltre i 60/75 minuti, quando ancora il consumo di carboidrati non può essere eccessivo. molti lo sconsigliano; molti invece sono d’accordo. contando quella di oggi è la seconda volta che vado a correre senza aver mangiato. e solo perché è un allenamento blando da 6km.
per i primi 2km mi ritrovo le gambe imballate: stessa situazione di quando si parte troppo veloce senza un adeguato riscaldamento. mi piace immaginare che qualcuno sia andato a cercare del combustibile da qualche parte, magari giù, giù, fino in cantina! poi, comunque piano piano mi abituo al ritmo e termino senza neppure rendermene conto.
ora due giorni di riposo e domenica il 3° trofeo garibaldi a la maddalena.

20 settembre 2015
programma: la maddalena – caprera half marathon
svolgimento: tempo totale: 1,32′,34”; passo medio: 4′,23”; aumento d’altitudine: 180mt.; calorie bruciate: 1466.
ed eccomi finalmente qui: la strada verso firenze passa inevitabilmente da la maddalena. sono ancora le 08,30 e il via è previsto tra circa un’ora. c’è freddo ma quel che mi preoccupa è il vento di maestrale: per tutta la notte ha spirato con un’intensità tale da farmi avere gli incubi. ho il pettorale numero 29. mai avuto un numero così basso. il pacco gara comprende una maglia tecnica diadora, mezzo litro d’acqua, un integratore di magnesio e potassio in bustina, due spugnette (capirò troppo tardi che i punti spugnaggio lungo il percorso saranno provvisti solamente di bacinelle d’acqua e che le spugne dovevi portartele appresso n.d.a.), uno sconto di 0,50 centesimi presso una yogurteria del posto e vario materiale pubblicitario. inizio il mio riscaldamento. improvvisamente il sole si rivela e nonostante il vento fresco comincia a far caldo. lo speaker dà il via ai ringraziamenti di rito e annuncia circa 500 iscritti complessivi tra la 10 e la 21km: in effetti siamo veramente pochini. quando ci allineiamo alla partenza non c’è neppure il tanto di sgomitare. poi si parte. come sempre la massa va forte sfruttando l’entusiasmo, ma a questo giro mi sento decisamente più maturo e nonostante la foga che scalpita, abbasso la testa e cerco di correre alla mia andatura che è comunque già fin troppo veloce. decelero piano fino a ritrovarmi quasi tra gli ultimi: media del primo chilometro 4′,19”. corriamo tra pini marittimi dal tronco piegato, imponenti costruzioni della marina militare decadute e barche tirate in secca sino al ponte per l’isola di caprera. il vento tira a favore. vuol dire che ce lo ritroveremo contro nel finale. dal tracciato altimetrico ricordo che la salita più impegnativa ha inizio al chilometro 5 e cerco di risparmiare le forze: velocità media 4′,25”. superato il ponte aspetto con ansia d’imbattermi dunque nella prima salita e quando comincia penso che in fondo non è così difficile come credevo. sarà perché si snoda tortuosa e invisibile in mezzo agli alberi, sarà perché sono ancora carico di energie, fatto sta che nonostante il mio ritmo cali a 4′,40” mi ritrovo a superare molti di quelli che eran partiti a palla dopo il via. la prima salita passa e penso che il peggio è fatto. e invece è solamente un’illusione perché si torna a salire. la seconda salita passa e penso che il peggio è fatto, ma non ne sono sicuro. la terza salita è davvero dura: il garmin scende a 5’20” a chilometro però tengo botta. raggiunta la vetta siamo già al chilometro numero 7. in discesa le gambe girano veloci e lo spettacolo è davvero emozionante: i colori del mare sono stupendi e torna anche la frescura del vento dopo l’afa tra gli alberi. il peggio è passato! finita la grande discesa è un alternarsi continuo di piccoli dislivelli sino a giro di boa, quando facciamo inversione a U in un metro di strada circa. ora il vento è tutto contro e spira abbastanza forte. sono ancora abbastanza carico ma queste salite e discese cominciano a farsi sentire. al chilometro 13 affronto quella che mi schianta il colpo di grazia: i primi pensieri negativi cominciano ad affiorare e le gambe ad indurirsi. sul ponte ci ritroviamo in tre con la stessa andatura e le facce di chi è così fragile da poter terminare la gara in qualsiasi momento. comincia a farmi male una vescica sotto la pianta del piede. i due chilometri tra il 17 e il 19 sono quelli più duri: attraversiamo un paesaggio brullo e desolato, il vento ci rallenta di parecchio e solo il gruppo continua a tenermi in corsa, anche se con ritmi molto altalenanti. al ventesimo chilometro passiamo di fianco all’arrivo: la gente è tanta e gli incitamenti fanno bene, purtroppo la pavimentazione in lastre di pietra è una tortura continua per la mia vescica e mi obbliga ad una postura scorretta. provo ad accellerare però mi ritrovo sempre inchiodato sui 4′,20” a chilometro. l’ultimo tratto è quello più bello: non solo perché sento puzza di traguardo ma anche perché si snoda tra le viuzze del centro storico e riesce a spremermi le ultime energie per farmi terminare la gara in 1,32′,34”.

22 settembre 2015
programma: 12km L
svolgimento: tempo totale: 58′,13”; passo medio: 4′,51”; aumento d’altitudine: 65mt.; calorie bruciate: 847.
il lungo più lento che ricordi. le gambe fanno male, soprattutto i quadricipiti e devo avere una qualche contrattura al bicipite femorale sinistro… regali delle salite e delle discese maddalenine. quando comincio a correre mi fanno talmente male che per un attimo penso di desistere. comunque lo star fermo non mi aiuterebbe quindi continuo a far girare le gambe ad un ritmo molto blando, sperando in un lento di rigenerazione. ma oggi comunque voglio scrivervi di alimentazione e intolleranze. ho scoperto che la corsa mi ha reso molto sensibile a due sostanze chiamate solanina e istamina, contenute in una grande quantità di alimenti. e sempre la corsa mi ha reso anche allergico ad un altro qualcosa nell’aria, che però devo ancora scoprire. ma ritorniamo alla solanina e all’istamina. ogni volta che ingerisco queste due sostanze il mio organismo si intossica, provocandomi reazioni diverse che vanno da un’intensa e improvvisa sudorazione ai pruriti, dal gonfiore alle labbra al mal di gola, dalle vampate in faccia al formicolio della lingua. dopo mesi passati nell’oscurità più totale ho finalmente deciso di consultare un nutrizionista e chiedere aiuto. da circa una settimana sto seguendo una dieta specifica che finalmente mi fa stare molto meglio. devo assolutamente evitare pomodori, patate e melanzane; quasi tutti i cereali (ad eccezione del grano n.d.a.), banane, pesche, spinaci, kiwi e quasi tutti i frutti esotici; maiale poco, formaggi fermentati niente, uova da provare e mille altre cose che adesso non ricordo. le stranezze della vita…

24 settembre 2015
programma: 4 ripetute da 2km a RME con recupero 1km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,33” – 2/3 km RME: 4′,07” – 4 km RMA: 4′,29” – 5/6 km RME: 4′,05” – 7 km RMA: 4′,32” – 8/9 km RME: 4′,08” – 10 km RMA: 4′,33” – 11/12 km RME: 4′,06” – 13 km RMA: 4′,38”.
correndo correndo siamo così arrivati in autunno, la mia stagione preferita, quando uscire è molto più piacevole sia per la temperatura che per i colori del paesaggio. oggi 4 ripetute da 2km a ritmo mezza con recupero da 1km a ritmo maratona. come sempre le corro sforando tutti i tempi e lasciando girare le gambe: ho idea che questa cosa sia l’artefice principale della mia cattiva gestione delle energie perché non sono educato a sottostare ai tempi di riferimento… non riesco proprio. è più forte di me. comunque le gambe fanno ancora male e come se non bastasse la vescica torna a farsi sentire (dovrò bucarla nuovamente alla fine dell’allenamento n.d.a.) e lunedi ho il lughissimo progressivo da 34km!

26 settembre 2015
programma: 10km L
svolgimento: tempo totale: 46′,17”; passo medio: 4′,37”; aumento d’altitudine: 34mt.; calorie bruciate: 706.
oggi è uno di quei giorni no. la voglia è ridotta a zero e mentre corro ho come l’impressione di esser pesante, lento… ogni passo mi sfianca di fatica e come se tutto questo non bastasse mi fanno male tutte le articolazioni e i tendini e comincio nuovamente a pensare che le scarpe siano scariche. dopotutto le new balance M880 V4 hanno accumulato 517,3 km, le asics gel kayano 21 505,6 e le asics gel nimbus 16 solamente 406,5. è vero che la media di una scarpa a4 è di circa 500/1000 km ma la cosa è molto soggettiva e non esiste un modo certo per capire quando una scarpa è scarica. gli esperti dicono che cominciano a farti male le articolazioni e i tendini (?) e a guardarla bene, poggiata su una superficie piana, la scarpa ha come un cedimento, non mantiene cioè la sua forma originaria. insomma, a sentire gli esperti le mie scarpe son da sostituire. e vogliamo parlare del riciclo delle scarpe da running? qui da me non esistono isole ecologiche per lo smaltimento di toner per stampanti o rifiuti speciali figuriamoci centri per la raccolta e il riciclaggio di scarpe. perché non vanno buttate nel secco?

28 settembre 2015
programma: 34km LGP
svolgimento: son passati solamente 8 giorni dalla gara di la maddalena ed eccomi qui a fronteggiare altri chilometri, questa volta ben 34! nuovamente a bosa, capitale indiscussa dei miei lunghissimi. l’allerta meteo per pioggia è stata spazzata via da una giornata di fine estate, a tratti sì nuvolosa ma pure con tanto, tanto sole. i primi 10km vanno via facili ma la solita vescica sotto il piede sinistro comincia a darmi fastidio. non è un buon segno. continuo a correre cercando di non spingere troppo. spesso ci riesco, spesso no e comunque la media che vorrei tenere per i primi 20km è di 4′,45” per poi aumentare (dato che si tratta di un progressivo n.d.a.) a 4′,40” nei restanti 14. già al chilomentro numero 15 si manifesta improvvisa la tentazione di fermarmi. così, di botto. per un po’ ci penso anche, assaporando la fine di ogni sofferenza ma scaccio il pensiero e continuo a correre. mentalmente mi ritrovo già abbastanza logoro, perso nell’immensità di una sfida più grande di me e allora mi pongo come prossimo obiettivo mentale il giro di boa dei 17km. quando arriva, la media è 4′,40”. e sono troppo veloce. ok, sono arrivato a metà, ora è tutto più facile: chilometro dopo chilometro… dai! la vescica ora urla di dolore e davanti a me ci sono ancora 17km! in questi momenti sono l’essere più fragile del mondo: passo dalla convinzione ottusa di potercela fare a quella diamentralmente opposta di desistere, dannandomi così per l’eternità. basta davvero niente per rompermi in mille pezzi. continuo a correre cercando di creare il vuoto nella mia testa. il paesaggio è sempre lo stesso, identico. scorre via sempre più lentamente. ai 20km la media è sempre quella: 4′,40” ma adesso devo staccare. comincio ad accelerare e i primi chilometri sono davvero un toccasana: la velocità rigenera parzialmente i muscoli stressati e ritrovo improvviso vigore. l’entusiasmo aumenta. ora questi 14km finali mi sembrano una bazzecola. avevo in mente di fare due giri di uno stesso anello da 15km e lasciare poi gli ultimi 4km finali all’improvvisazione e invece al chilometro 25, sliding doors: dovrei girare a sinistra e percorrere tutto il solito lungo mare, ma quel pensiero mi provoca un improvviso conato di nausea e decido così di andare a destra. ora sono qui a chiedermi: se avessi imboccato la strada di sinistra, sarebbe andata a finire nello stesso modo? la testa non c’è più: continuo a mettere un piede davanti all’altro senza pensare a niente, cercando di farmi coraggio ad ogni passo. capisco che non riuscirò a correre tutti e 34 i chilometri ma voglio almeno salvare il salvabile e arrivare almeno a 30. la media è alta: 4′,34” ma neppure questo riesce a darmi soddisfazione. al 27° chilometro sto improvvisando sul percorso e le gambe cominciano a farmi male: punte ai quadricipiti mai provate prima. che sia il fatidico e leggendario muro? mi ritrovo in un dedalo di stradine senza sapere bene dove sia, poi svolto a sinistra e dopo 100 metri un cartello mi segnala che la strada è senza uscita. ecco, questo è il mio cimitero. mi arrendo definitivamente. penso agli elefanti e ai luoghi dove i pachidermi andrebbero a morire guidati dall’istinto o da chissà cosa. penso a me come a loro, guidato da chissà quale istinto primordiale sino a qui, al luogo della mia dipartita…
svolgimento: distanza: 27,38 km; tempo totale: 2,07′,24”; passo medio: 4′,39”; aumento d’altitudine: 0mt.; calorie bruciate: 1936.

02 ottobre 2015
programma: 3 ripetute da 3km a RME con recupero 1km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,37” – 2/3/4 km RME: 4′,04” – 5 km RMA: 4′,35” – 6/7/8 km RME: 4′,07” – 9 km RMA: 4′,35” – 10/11/12 km RME: 4′,05” – 13 km RMA: 4′,39”.
rieccomi qui finalmente. facciamo un veloce riepilogo delle giornate precedenti: 29 settembre: 50′ di bicicletta; 30 settembre: riposo; 01 ottobre: costretto a casa dal diluvio universale ho impiegato il mio tempo in una seduta di core stability. dopo 3 giorni di riposo (non accadeva da tanto n.d.a.) ho pensato che le mie gambe oggi avrebbero volato, e invece, dalla seconda ripetuta in poi, ancora pesantezza dei quadricipiti. possibile che non abbia ancora smaltito il LGP di lunedi scorso? non lo so, quel che so invece è che queste ripetute da 3km a RME sono state abbastanza pesanti. è vero che come al solito le ho corse a velocità eccessiva, c’era un vento boia e a tratti anche una pioggia battente ma forse le ho anche sottovalutate.
da segnalare il solito problema con la solita vescica sotto il piede sinistro e i soliti dolori post corsa ai polpacci e ai tendini della caviglia. la prossima volta voglio provare a cambiare scarpe.

04 ottobre 2015
programma: 3km L + 3km M + 3km L + 3km M
svolgimento: tempo totale: 53′,30”; passo medio L: 4′,35”; passo medio M: 4′,19”; aumento d’altitudine: 47mt.; calorie bruciate: 820.
provare le nuove scarpe è come aprire i regali a natale: l’impazienza è talmente tanta che rende il tempo sempre troppo lento. il giorno prima, dentro un negozio di sport a sassari, ero indeciso tra le adidas glide boost e le new balance M880 V5. ho scelto quest’ultime per due motivi principali: il primo era che il 44 delle adidas era troppo largo e il 43 1/3 invece era troppo stretto (tempo fa, le mizuno mi hanno insegnato che se una scarpa non ti calza a pennello te ne pentirai amaramente n.d.a.) e poi erano davvero troppo ammortizzate: sembrava di correre su delle kangoo jumps! le new balance invece calzavano perfettamente ed oltre ad essere molto più secche le trovavo anche più leggere. e poi il modello precedente a questo è tutt’ora la scarpa migliore che abbia mai provato: ci sarà un motivo no? finalmente arriva il giorno e comincio a correrci. per tutto il primo chilomentro mi sembrano anche troppo rigide ma quando poi le gambe si abituano le riscopro perfette. alla prima discesa però comincio a sentire una puntura sul dito anulare del piede destro, seguito dopo pochi metri dallo stesso dito del piede sinistro. è uno di quei dolori da sfregamento a cui seguirà una bella vescica e lo capisco subito, ma ho da correre ancora 11 km e non voglio interrompere. alla fine le scarpe faranno il loro senza infamia e senza lode: certo non sono le V4 e forse le mie aspettative erano piuttosto alte però mi prendo ancora dell’altro tempo per approfondire. di certo non le rimetterò domani per i 16km a RMA: ora devo bucare due enormi vesciche e sperare che per domani smettano di urlare…

06 ottobre 2015
programma: 16km RMA
svolgimento: tempo totale: 1,13′,12”; passo medio: 4′,34”; aumento d’altitudine: 162mt.; calorie bruciate: 1125.
splendido pomeriggio d’autunno. l’ansia prima dell’allenamento è passata da un po’, in silenzio, come quando è venuta. incerotto i due anulari ancora in mutua per le vesciche di due giorni fa e calzo le vecchie new balance M880 V4. solito riscaldamento e sono sulla strada. quando comincio a correre ho subito una buona sensazione: oggi sarà una bella corsa. decido di fare delle variazioni di pendenza e prendo la strada per il borgo turistico di san leonardo: tutta salita all”andata e tutta discesa al ritorno. i chilometri si succedono veloci e quando comincia l’ombra dei boschi è davvero un piacere. al ritorno, la testa comincia ad annoiarsi della solita monotonia e decide di fare un giro tra i pensieri. sta fuori così tanto però, che quando riprende il controllo, stenta parecchio a capire dove sia arrivato il suo corpo. accenni di esperienze extracorporee.
continuo a pensare alla maratona e al leggendario muro dei 30km e non posso che constatare che su quel muro mi ci schianterò, molto presumibilmente perché partirò troppo veloce e non saprò gestire le mie risorse. e improvvisamente quei 42km mi sembrano un’impresa titanica.

08 ottobre 2015
programma: 3km L + 1km M + 3km L + 1km M
svolgimento: tempo totale: 35′,39”; passo medio L: 4′,35”; passo medio M: 4′,13”; aumento d’altitudine: 41mt.; calorie bruciate: 562.
fase di scarico in vista dell’impegno di mercoledi: ancora non so se cimentarmi su un lunghissimo di almeno 30 km oppure su una simulazione di gara da 21. deciderò più avanti. poco da scrivere sull’allenamento di oggi: la corsa è stata piuttosto facile e ho rimesso le new balance M880 V5, le stesse che mi avevano martoriato i piedi due giorni fa. stavolta ho preventivamente incerottato le dita vescicate e tutto è andato nel migliore dei modi. continuo a sentirle piuttosto rigide, ma con l’uso son convinto che cederanno. oggi volevo più che altro scrivervi una cosa piuttosto importante, e forse ai più suonerà anche piuttosto scontata, ma dato che per me non lo era affatto, probabilmente così scontata non lo è… giusto?
ora sembrerò una réclame pubblicitaria: è bene che vi prendiate sempre cura dei vostri piedi, anche in maniera maniacale. non ci credevo, ma ora anche io ricorro a creme idratanti, massaggi e soprattutto levigo calli, duroni e rimuovo ciclicamente la pelle morta che si accumula nei punti di maggior sfregamento con la scarpa. e pensare che un po’ di tempo fa, pensavo che tutto questo servisse a proteggere in qualche modo il piede; che fosse una sorta di autoprotezione naturale. e invece non è affatto così: se la pelle dei piedi non è perfettamente… liscia e idratata è molto facile che si formino delle pieghe, che venendo continuamente pestate dall’azione della corsa generino poi versamenti di sangue sottocute. gli stessi duroni dovrebbero essere continuamente monitorati: ognuno di noi ha i suoi, come per la dentatura, e sono unici e personali. se questi crescono troppo vanno a premere sulle pareti della scarpa e la continua azione di sfregamento genera vesciche al di sotto di essi. e voglio vedervi raggiungere la vescica con un ago che deve attraversare centimetri e centimentri di pelle inspessita e indurita dal tempo. ora sul mio comodino oltre al libro di turno trovano spazio sia una crema idratante che una raspa per i piedi.

10 ottobre 2015
programma:
2 ripetute da 2km + 1 da 1km; recupero 3′ surplace
svolgimento: 1/2km: 8’04” – 2/2km: 8’02” – 3/1km: 3’51”
tempo di ripetute veloci, stadio chiuso e quindi solita strada di periferia. per me lo sport è qualsiasi attività all’aria aperta, durante la quale ognuno di noi si misura contro se stesso, spingendo il proprio corpo (e direi anche la mente n.d.a.) oltre i propri limiti. io cerco di farlo ogni volta. non mi chiedete perché. perché sto bene così. oggi il tempo di riferimento era di 4′,11” per le ripetute da 2km e di 4′,09” per quella da 1; con recupero di 3′ tra una e l’altra. e invece ho corso a 4′,02” quelle da 2km e a 3′,51” quella da 1 accorciando anche il recupero a 2′. perché in fondo è tutta qui la filosofia dello sport…

12 ottobre 2015
programma: 6km L
svolgimento: tempo totale: 28′,44”; passo medio: 4′,47”; aumento d’altitudine: 49mt.; calorie bruciate: 424.

14 ottobre 2015
programma:
gara di mezza maratona o test di determinazione della VR
svolgimento: 33 km; tempo totale: 2,38’34”; passo medio: 4′,48”; aumento d’altitudine: 186mt.; calorie bruciate: 2334.
è arrivato il mio quarantesimo compleanno e oggi avrei voluto davvero correre un chilometro per ogni anno della mia vita passata, ma sarebbe eccessivo… e poi volete mettere la sorpresa di correrli tutti a firenze? scelgo quindi il lunghissimo da 34km: quello che il 28 settembre non son riuscito a portare a termine. sono un tipo piuttosto vendicativo sapete?
il tempo si mantiene nuvoloso sino alle 16 e quando sto finalmente per uscire comincia a piovere come il governo ladro. mi arrabbio. alle volte sembra che qualcuno o qualcosa mi voglia fare i dispetti. dopo un minuto d’incertezza, passato a scrutare il nero del cielo, decido di non dargliela vinta: oggi è pur sempre il mio compleanno! infilo la giacca antipioggia e mi butto. piove maledettamente forte e le strade sono già dei fiumi in piena. dopo solo un chilometro ho i piedi completamente bagnati e le solette delle scarpe rumoreggiano uno ciof! ciof! ad ogni passo. non è un buon segno. la pioggia mi accompagna per tutti i primi 5km poi d’improvviso tutto ha fine. ma io sono completamente bagnato. la giacca antipioggia non è adatta a rovesci del genere: è più un antivento. risultato: la giacca è completamente bagnata e sotto, la maglia tecnica è pure peggio. pantaloncini che sembrano appena usciti dalla lavatrice e scarpe… beh, lasciamo perdere. meno male che ho avuto lo scrupolo di portarmi dietro almeno una cuffia!
decido di correre dentro la città, improvvisando di volta in volta dove andare e cercando di mantenere un passo di 4′,50” per almeno 24km e vedere come va. cerco di bere ad intervalli regolari di 5km anche se non ne sento il bisogno e al chilometro 15 assumo come di consueto una tavoletta di enervit GT sport. comincia ad alzarsi il vento e la temperatura precipita a 15°. all’acqua piovana si aggiunge il sudore ma il risultato non cambia, anzi, gli indumenti continuano ad inzupparsi sempre di più e comincio ad aver freddo. qualcosa fa male anche sotto la pianta dei piedi, nello specifico il sinistro. l’acqua deve aver ammorbidito la pelle, come quando si sta a bagno per un pò, e a furia di sfregare contro la scarpa… non oso immaginare! ma devo continuare a correre. questa volta sono determinato a farli tutti questi maledetti 34km! mi ritrovo nel quartiere vecchio a ripercorrere vecchie stradine che non battevo da anni. le gambe girano ancora bene e la testa, con mia grande sorpresa regge. all’improvviso fitte tremende al tallone sinitro: per non sentire il dolore sotto la pianta, inconsciamente mi accorgo di poggiare in modo inusuale il piede a terra. mi costringo a correre normalmente. anche se questo significa sofferenza ad ogni passo. il tempo passa e il sole scompare gradualmente. la temperatura continua a scendere e io sono sempre più bagnato. ora ho veramente freddo. i pantaloncini, la maglia, la giacca, le scarpe, i calzini, la cuffia sono inzuppati d’acqua. meno male che la cuffia, per quanto bagnata, limita la dispersione del calore, altrimenti…
quando supero la soglia dei 30km le gambe si fanno rigide. è la sensazione che si accusa quando finisce il carburante: simile alle buste a cui venga risucchiata tutta l’aria per il sottovuoto! e ho fame. una fame boia! ma sono molto preoccupato per la mia temperatura corporea. le mani e le braccia sono gelate e comincio ad avere problemi di circolazione. ora ho davvero molto freddo. col senno di poi avrei dovuto indossare una maglia termica ma forse si sarebbe inzuppata ugualmente sotto questa giacca antivento che spacciano per traspirante ma che di fatto non lo è. arrivo a 33. potrei continuare, dopotutto manca solamente un chilometro, ma improvisamente mi fermo. oltre al freddo il piede sinistro è giunto al limite e ho paura di sapere quale sia la situazione sotto la calza. va bene così.

17 ottobre 2015
programma: 12km L
svolgimento: tempo totale: 56′,19”; passo medio: 4′,41”; aumento d’altitudine: 141mt.; calorie bruciate: 849.
dopo il lunghissimo del mio compleanno ho imparato due cose nuove. la prima è che non bisogna correre con la giacca antipioggia per lungo tempo e la seconda è che l’andatura da 4′,50” a chilometro potrebbe andar bene. ho ancora un mesetto per fare tutti gli esperimenti che voglio ma per ora mi sembra la velocità ottimale. sto veramente cominciando a capire (sì, solo adesso n.d.a.) che la mezza e la maratona sono due passi completamente diversi, due sofferenze completamente diverse, due gare completamente diverse. spesso mi capitano sotto gli occhi ipotetiche tabelle che stimano la tua velocità teorica di una maratona sapendo quella di una mezza o di una 10km. facciamo un esempio. prendendo in considerazione la mia ultima 21km, sappiamo che il mio passo medio è stato di 4′,23” a chilometro. secondo queste presunte tabelle, il mio ritmo gara di riferimento per una maratona sarebbe di 4′,33”!!! e io sono giucas casella.
ovviamente non credo a tutte queste formule e/o tabelle, conosco bene quanto il tempo finale di una corsa possa essere imprevedibile… ed è proprio questo il bello no? sto scoprendo comunque che il mio corpo fa molta più fatica a correre per molti chilometri ad un passo lento che non il contrario; o forse è solo abitudine chissà. dopo aver corso questa maratona di firenze saprò se continuare o meno sulla strada 42 oppure ritornare sulla statale 21.

19 ottobre 2015
programma: 5 ripetute da 2km a RME con recupero 1km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,30” – 2/3 km RME: 4′,06” – 4 km RMA: 4′,33” – 5/6 km RME: 4′,04” – 7 km RMA: 4′,34” – 8/9 km RME: 4′,05” – 10 km RMA: 4′,37” – 11/12 km RME: 4′,07” – 13 km RMA: 4′,43” – 14/15 km RME: 4′,09” – 16 km RMA: 4′,37”.
queste ripetute sono state l’impegno più duro degli ultimi 2 mesi! alla quarta avrei tanto voluto mollare e per più di un minuto sono stato davvero ad assaporare il gusto amaro dell’abbandono, convincendomi che dopotutto non fosse poi così schifoso… e invece sono andato avanti. al di là dei tempi, sono proprio questi gli allenamenti più massacranti: quelli che t’insegnano a resistere e a non mollare. la bolla di sangue sotto il mio piede si riapre ogni volta e sono realmente preoccupato. di questo passo non guarirà mai.
la scaletta delle prossime giornate prevede un lungo da 10km e poi l’ultimo lunghissimo misto da 36/38km a scelta, ma sto pensando d’invertire con gli allenamenti della settimana prossima. la tabella non prevedeva infatti un lunghissimo da 33km 5 giorni fa, sono stato io a voler santificare a tutti i costi il mio compleanno, e due lunghissimi a distanza di una settimana, uno dall’altro, mi sembrano troppi, soprattutto per via di questa maledetta vescica di sangue. staremo a vedere…

21 ottobre 2015
programma: 10km L
svolgimento: tempo totale: 47′,29”; passo medio: 4′,45”; aumento d’altitudine: 34mt.; calorie bruciate: 710.

24 ottobre 2015
programma: 24km L + 12km RMA
svolgimento: tempo totale: 2,50′,15”; passo medio L: 4′,45”; passo medio RMA: 4′,39”; aumento d’altitudine: 198mt.; calorie bruciate: 2553.
piano piano, perdendomi e ritrovandomi, sto riuscendo a percorrere la giusta strada. 36km sono quasi i 42 della maratona: gli ultimi 6km che mi separano dal traguardo ORA mi paiono ben povera cosa. quest’ultimo lunghissimo mi è servito principalmente per sperimentare due cose fondamentali: il ritmo e l’alimentazione/idratazione durante la corsa. per quanto riguarda la velocità forse avrei dovuto correre più lentamente i primi 24km e tenere invece più costante il ritmo sul RMA ma va bene così. più o meno saranno questi i parametri di riferimento: 4′,50” per la prima parte e 4′,40” per la seconda, con la speranza (sempre l’ultima a morire) di affondare nel finale sulle ali dell’entusiasmo. per quanto riguarda invece l’alimentazione/idratazione questa volta mi sono davvero caricato: 125ml di acqua, 125ml di integratore salino e 3 tavolette enervit GT sport. ho bevuto simulando la gara e i punti ristoro sul percorso ogni 5km e ho assunto invece le 3 tavolette ogni 10km. intorno al 28° ho cominciato a sentire l’effetto sotto vuoto delle gambe, ‘eccoci di nuovo, muro maledetto!’ e senza pensare ho anticipato la presa della pastiglia. con mio grande stupore… tutto è svanito. in un attimo! niente più sotto vuoto. è come se le gambe avessero già bruciato tutto il bruciabile e non aspettassero altro che nuove fonti energetiche da attaccare. sarà meglio tenermi una di queste tavolette di scorta per momenti come questo a firenze. il giorno della gara sarà comunque molto importante assumere integratori dal chilometro 25 in su e soprattutto mangiare…
ultima nota dolente: la bolla di sangue sotto la pianta del piede sinistro si è formata nuovamente, più dolorosa che mai. durante la corsa poi ho accusato fitte tremende sopra entrambi i malleoli, le ginocchia facevano molto male soprattutto sull’esterno, il piriforme a tratti mi bloccava tutta la gamba sinistra (evidentemente premeva sul nervo sciatico n.d.a.) e non ho mai avuto così male ai piedi come ieri. che siano le scarpe consunte, già arrivate oltre quota 650km?

27 ottobre 2015
programma: 12km L
svolgimento: tempo totale: 56′,21”; passo medio: 4′,41”; aumento d’altitudine: 38mt.; calorie bruciate: 850.
ci sono volte in cui la corsa sposta gli equilibri. un allenamento particolarmente pesante, una sfida (quasi) impossibile oppure esperimenti autoinflitti possono devastarmi. nei giorni successivi la grande orchestra del premiato dolore comincia allora a suonare il solito requiem, ma alcuni strumenti paiono stonati, distorti, e oramai mi accorgo subito che qualcosa non va. l’accordatore viene allora fatto intervenire e rimane così a monitorare quel dolore stonato cercando di annotare quante più informazioni possibili. e quanto più tempo passa con l’accordatore fuori sede più il mio umore si avvelena, ammalandosi di quella che la teoria umorale di galeno descrive come eccesso di bile nera. per me è una preoccupazione gravosa, un’inquietudine che mi comprime, portandomi al più nero pessimismo: e se questo ginocchio fosse una cosa grave? e se stessi trascurando una brutta infiammazione ai tendini? e se…
poi il giorno dopo ricomincio a correre, perché l’accordatore ha bisogno di altre informazioni e i dolori spariscono. non è che passano gradualemente: spariscono proprio. tac! e non c’è più niente. quel requiem suona davvero bene adesso! e mentre l’accordatore rientra in sede con mille domande in testa io so che è come una magia, come quando t’infili sotto le coperte lasciando fuori una giornata nera e sei convinto che domani sarà certamente un giorno migliore…
oggi la corsa ha rimesso a posto i miei equilibri.

29 ottobre 2015
programma: 2 ripetute da 4km a RME con recupero 4km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,32” – 2/3/4/5 km RME: 4′,07” – 6/7/8/9 km RMA: 4′,33” – 10/11/12/13 km RME: 4′,07” – 14 km RMA: 4′,37”.
le ripetute sono inversamente proporzionali alla fatica: più son lunghe più son facili da correre. almeno per me. preferisco mille volte correre ripetute da 4, 5km piuttosto che da 1 o 2. ovviamente con le medesime velocità s’intende. fisicamente è un momentaccio: il piriforme deve essere contratto all’inverosimile e non mi lascia tregua neppure quando dormo. a questo si deve aggiungere forse uno stiramento al retto addominale contratto chissà quanto e chissà dove e notizia fresca di ieri abbiamo anche un dolore preoccupante nella zona lombare. tutto questo nella mia metà sinistra. quella del diavolo.

31 ottobre 2015
programma: 16km L
svolgimento: tempo totale: 1,15′,16”; passo medio: 4′,42”; aumento d’altitudine: 153mt.; calorie bruciate: 1134.
chissà perché mi son messo in testa che correre a 4′,50” sia altamente dannoso per le mie gambe… ma sembra effettivamente così! sembra che a correre così lentamente le mie cartilagini si deteriorino, i tendini s’infiammino, le ossa si consumino… e poi ho una costante e oppressiva sensazione che qualcosa non stia funzionando a dovere. eppure non posso fare altrimenti. ho provato a correre diversi lunghissimi a diverse velocità e come scritto in qualche post precedente, almeno per il primo tratto della maratona, la soluzione migliore è andare a 4′,50”. ho ancora un mese per insegnare al mio corpo questa andatura, dopodichè si vedrà…

02 novembre 2015
programma: 6km L + 1km M
svolgimento: tempo totale: 32′,25”; passo medio L: 4′,41”; passo medio M: 4′,17”; aumento d’altitudine: 32mt.; calorie bruciate: 493.
è iniziata la settimana di scarico e pure il mese di novembre… tic! tac! tic! tac!

04 novembre 2015
programma: 1 ripetuta da 3km + 1 da 2km; recupero 3′ surplace
svolgimento: 1/3km: 12’25” – 2/2km: 8’30”.

06 novembre 2015
programma: 6km L
svolgimento: tempo totale: 28′,07”; passo medio: 4′,41”; aumento d’altitudine: 22mt.; calorie bruciate: 424.

08 novembre 2015
programma: 24km RMA
svolgimento: tempo totale: 1,49′,25”; passo medio: 4′,33”; aumento d’altitudine: 190mt.; calorie bruciate: 1648.
quest’ultima parte di preparazione consiste nel correre più chilometri possibili a RMA: e la cosa mi lascia abbastanza tranquillo a dire il vero. la velocità del mio RMA è infatti di 4′,42” al chilometro, ossia la velocità a cui correvo i miei lunghi ai tempi delle mezze. quindi dopo 3 giorni di scarico non solo ho la smania prepotente della sfida ma le gambe sono talmente cariche di glicogeno che dovrò deterle a bada. oppure no. e infatti questi 24km li corro ad una velocità superiore a quella prevista con la convizione quasi assoluta che 30km a questo ritmo li posso anche tenere ma 42 sono un salto nel vuoto…
al termine della corsa ha ricominciato a farmi male il retto addominale sinistro che avevo già curato un po’ di tempo fa. sembra sia un altro stiramento. al momento in cui vi scrivo il dolore è di molto scemato ma c’è. mi toccherà ricominciare la tiritera del laser…

10 novembre 2015
programma: 10km L + 2km M
svolgimento: tempo totale: 55′,30”; passo medio L: 4′,40”; passo medio M: 4′,19”; aumento d’altitudine: 54mt.; calorie bruciate: 848.
è inutile. per quanto mi sforzi non riesco a correre ad una velocità di 4′,50”. è troppo lenta. le gambe mi si induriscono, le ginocchia fanno male, sento irrigidirsi tutte le articolazioni e la schiena con dolori mai provati prima. ricordo di aver letto da qualche parte che correre ad un ritmo eccessivamente basso può essere addirittura dannoso, perché di fatto non consente un’adeguata esecuzione meccanica del gesto tecnico della corsa; e va bene che 4′,50” è un ritmo lento ma di tutto rispetto, però la cosa è del tutto soggettiva. la prova è che quando l’altro ieri ho corso 24km ad un ritmo di 4′,33” sono stato bene, sia durante ma soprattutto dopo la corsa. ora sto pensando al ritmo da adottare a firenze per i primi 20km. forse ha davvero ragione paolo che ieri, durante una delle sue solite telefonate dalla danimarca mi ha detto: ma fregatene! corri al tuo ritmo… poi dove arrivi arrivi…

12 novembre 2015
programma: 2 ripetute da 5km a RME con recupero 2km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,34” – 2/3/4/5/6 km RME: 4′,06” – 7/8 km RMA: 4′,33” – 9/10/11/12/13 km RME: 4′,07” – 14 km RMA: 4′,36”.

14 novembre 2015
programma: 8km L + 4km M
svolgimento: tempo totale: 55′,15”; passo medio L: 4′,43”; passo medio M: 4′,21”; aumento d’altitudine: 96mt.; calorie bruciate: 841.
avevo scritto un bel testo ispirato per questa sessione d’allenamento ma solo adesso, scopro invece che per qualche oscura ragione wordpress non l’ha salvato. anche nell’elenco delle revisioni c’è inspiegabilmente un buco temporale tra il 13 e il 17 di novembre. peccato…

16 novembre 2015
programma: 18km RMA + 3km RME
svolgimento: tempo totale: 1,34′,47”; passo medio RMA: 4′,30”; passo medio RME: 4′,07”; aumento d’altitudine: 87mt.; calorie bruciate: 1476.
nuovamente a bosa, alla ricerca di pianure che non attentino alla vita delle mie fragili ginocchia. sono quasi paranoico: quella gara la voglio correre nel migliore dei modi e spero vivamente in una sfida alla pari, senza nessun handicap. è una giornata magnifica: il sole di novembre rende piacevole anche un vento fresco e correre sul lungomare ha il tepore suadente di un caldo abbraccio.
comincio a correre con la solita preoccupazione per i tanti allarmi sparsi su diverse zone del mio corpo, soprattutto ginocchia, pianta del piede sinistro e schiena. e come se questo non bastasse sono anche gravato da cicli di crampi allo stomaco, forse per una fetta di torta che non ho ben digerito, che ogni 5km mi fanno sudare freddo. rallento ma non mollo e scollinati i 10km per fortuna spariscono senza traccia. sto bene. è una di quelle giornate buone, nelle quali mi sento in (perfetta) forma. i primi 18km passano veloci, anche per merito di un panorama dorato dalla luce del sole che tramonta e quando arrivo agli ultimi 3km accelero senza più nessuna paura. sto correndo a 4′,05”/10” e mi sento davvero bene. è uno di quei giorni buoni dove tutto sembra davvero troppo semplice…

18 novembre 2015
programma: 12km L
svolgimento: tempo totale: 56′,11”; passo medio: 4′,41”; aumento d’altitudine: 57mt.; calorie bruciate: 851.
come in ogni film thriller che si rispetti deve accadere il colpo di scena, allo stesso modo, anche in questa lunga preparazione alla mia prima maratona è saltato fuori l’imprevisto che inchioda lo spettatore alla sedia in preda al panico. e non poteva bastare il finale (del tutto aperto n.d.a.) con la corsa della gara, in un crescendo di pathos e azione, no, il regista lassù ha voluto abbandonare il copione e mettersi ad improvvisare. il risultato è che la suspance la vivo soprattutto io che sono l’unico attore e che dovrei invece recitare una parte. meno 11 giorni alla gara. meno 4/5 (a seconda dei casi) allenamenti alla fine del ciclo di preparazione. e ogni giorno lotto disperatamente contro i dolori che s’intensificano, cercando di porvi rimedio in qualche modo. in un anno di attività, il fare stretching regolarmente ogni mattina per tutti i giorni e anche (e soprattutto) prima e dopo la corsa mi sta letteralmente salvando la vita. e le coronarie. il mio corpo infatti gode di una certa elasticità e di un buon tono muscolare (e non mi stancherò mai di ripetervelo: fate lo stretching! fatelo quanto più potete… n.d.a.) che è il mio più potente alleato in questa lotta improba contro il tempo.
le ginocchia continuano a far male ma quel che più mi preoccupa adesso è un fastidio non meglio localizzato (alle volte al tallone, alle volte alle dita, alle volte lungo la fascia plantare) che spicca sugli altri e che la mia paura riconduce a due parole che solo al pronunciarle mi vien la pelle d’oca: fascite plantare. per chi non sapesse, questa roba è un’infiammazione molto fastidiosa e molto subdola alla fascia plantare appunto, quella che va dalla punta delle dita fino al calcagno; un punto che tra l’altro è sempre in movimento. per guarire ci vuole pazienza e molto tempo. i lati positivi della questione sono: 1. non sono ovviamente certo della diagnosi; 2. i sintomi sono abbastanza diversi; 3. il fastidio è sì in crescita ma in ogni caso è solo un fastidio, nella sua fase embrionale e in ogni caso non è continuo. al momento sto provvedendo ad intensificare lo stretching e l’uso di ghiaccio e vedrò di giorno in giorno come si evolve la cosa. rimanete incollati alle vostre sedie!

20 novembre 2015
programma: 2 ripetute da 3km a RME con recupero 3km RMA
svolgimento: 1 km RMA: 4′,37” – 2/3/4 km RME: 4′,06” – 5/6/7 km RMA: 4′,32” – 8/9/10 km RME: 4′,08” – 14 km RMA: 4′,38”.
meno 9 giorni alla gara e meno 3 allenamenti alla fine. in questi ultimi giorni il mio sonno è stato disturbato continuamente dall’ossessione per i dolori di cui vi ho raccontato l’ultima volta, oltre che da una strana sensazione nel dormiveglia che posso cercare di spiegare solo con i termini gamba calda e dalla morte di pantani. già, perché sto leggendo un uomo in fuga: la vera storia di marco pantani di manuela ronchi ed evidentemente la mia instabilità emotiva ci ha infilato dentro pure lui. oggi le ultime ripetute: un test abbastanza pesante per sondare eventuali miglioramenti. decido di giocarmi il tutto per tutto. sostituisco le solette neutre incluse nelle scarpe (cito direttamente dal sito albanesi.it: ci si potrebbe chiedere come mai tutte le più note marche di scarpe non usano solette da running, ma preferiscano inserire nei loro modelli una soletta in materiale praticamente neutro. il motivo è che il costo della scarpa aumenterebbe di circa il 30% se fossero usate le migliori solette sul mercato; inoltre, ancora oggi, alcune solette da running -non le migliori- sono troppo pesanti e una soletta del peso di 60 g contro i 20 g dell’originale produce un aggravio di peso di 40 g che a livello di marketing può far preferire una scarpa ultraleggera a un’altra più sicura, ma più pesante) e le sostituisco con le noene ergonomic AC2 appena arrivate e decido di correre con la ginocchiera in neoprene giusto per vedere l’effetto che fa. i risultati sono davvero portentosi: le nuove solette non solo migliorano il comfort e il piacere della corsa ma dissipano qualsiasi tipo di dolore alla pianta! è davvero stupefacente. la ginocchiera stabilizza l’articolazione sinistra che per tutta la corsa sta buona e tranquilla ma in compenso è il destro a scricchiolare. sinceramente non vorrei correre i 42 km con il tutore col buco però lo includerò nella valigia e deciderò all’ultimo momento. era giusto provare per farmi un’idea.
insomma, mi sento di scongiurare l’ipotesi fascite ma il ginocchio sinistro continua a tenermi in apprensione. per ora mi accontento del bicchiere mezzo pieno.

22 novembre 2015
programma: 14km RMA
svolgimento: tempo totale: 1,04′,06”; passo medio: 4′,35”; aumento d’altitudine: 64mt.; calorie bruciate: 984.
meno 7 giorni alla gara e meno 2 allenamenti alla fine. oggi ho voluto correre senza la ginocchiera per vedere l’effetto che fa. e che effetto fa? niente di che (alle volte penso siano solo ossessioni) ma sento ancora stonare l’orchestra. non è un dolore localizzato, ma tanti e variabili e non posso non esserne influenzato pensando al peggio, perché son fatto così. fosse poi una gara poco impegnativa sarei anche più sereno ma sono la bellezza di 42km filati! insomma, vado avanti giorno dopo giorno con questi fastidi altalenanti nella speranza che le mie gambe non mi tradiscano proprio sul più bello.

24 novembre 2015
programma: 8km L
svolgimento: tempo totale: 37′,32”; passo medio: 4′,41”; aumento d’altitudine: 46mt.; calorie bruciate: 563.
meno 5 giorni alla gara e solo 1 allenamento alla fine. giorni di ansia: sia per i vari fastidi sia per l’avvicinarsi della maratona. ho ancora tante cose da fare…
oggi ho rimesso la ginocchiera (più per testare un’idea precisa che altro), ma se da una parte è vero che mi annulla i fastidi al ginocchio sinistro, dall’altro, il neoprene, forse indurito dall’inattività, ad ogni passo scava nella pelle con un male cane e mi lascia delle strisciate di carne viva e sanguinante! se voglio utilizzare la ginocchiera mi dovrò inventare qualcosa… per il resto solita tiritera ma a 4 giorni dalla partenza per firenze oramai il dado è tratto: come va, va…

26 novembre 2015
programma: 6km misti
svolgimento: tempo totale: 27′,49”; passo medio: 4′,37”; aumento d’altitudine: 21mt.; calorie bruciate: 427.
meno 3 giorni alla gara e fine degli allenamenti. ho passato la corsa di oggi a pensare a tutte le possibili varianti d’abbigliamento/accessori per il giorno della gara. ho ancora addosso le croste di sangue secco inferte dalla ginocchiera. correrci con, mi farebbe sentire molto più sicuro ma al termine dei 42km avrei la gamba devastata. ad oggi non posso infilarla senza sentire dolore. la porto comunque. se decido di correre con la ginocchiera mi sono preclusi i tight (i pantaloni lunghi n.d.a.) e devo usare i corsari (i pantaloni sotto le ginocchia n.d.a.) e poi devo trovare un modo pratico per trasportare le mie 3/4 tavolette enervit GT sport, quindi solo indumenti con tasche comode. è vero che la partenza è prevista alle 9.15; è vero che la mattina ci saranno anche 5° ma in 3-4 ore saremo nella fascia 12.00/13.00 con il sole allo zenit. insomma avrò la valigia piena di ogni possibile variante che sceglierò domenica mattina in base al tempo e alle previsioni. le condizioni fisiche? sinceramente ho smesso di preoccuparmi. ho scavalcato il punto di non ritorno…

29 novembre 2015
programma: firenze marathon
svolgimento: tempo totale: 3,22′,29” (tempo ufficiale: 3,26′,51”); passo medio: 4′,46”; aumento d’altitudine: 127mt.; calorie bruciate: 2990.
scherzando avevo detto ad ilenia che al termine della gara avrei chiamato o un massaggiatore oppure un fisioterapista. ho chiamato il secondo. mi è stata diagnosticata una meniscopatia mediale con versamento di liquido al ginocchio sinistro e una tendinite al bicipite femorale destro. ma lasciate che vi racconti come è andata dall’inizio…
non avendo mai partecipato ad una maratona mi hanno consegnato un pettorale color fucsia e condannato così a partire dalla gabbia 6: l’ultima. e questo è il primo errore. se potete, non fate come me, non partecipate a gare nazionali o internazionali molto numerose se non avete già un tempo di riferimento. è un dramma! correte piuttosto una prima competizione di tipo regionale, ma ripeto, solo per avere un tempo di riferimento dal quale partire. io da qui non vedo neppure la linea di partenza che dista solo 600 mt. e qualcosa come 10.000 persone circa (dato che gli atleti iscritti dovrebbero essere 11.000 e passa, 1000 li ho tenuti per il nostro gruppo degli ultimi n.d.a.). al colpo di pistola dello starter la fiumana di persone comincia a camminare lentamente. sulla strada spunta fuori tutto il necessario a mantenere i corpi caldi fino a quel momento e che ora non serve più: buste di plastica, k way, guanti, felpe, magliette, cappellini… sembra ci sia stato uno tsunami! camminiamo sin sotto l’arco della partenza. la musica è assordante e born to run in questo momento suona leggermente scontata. passiamo dallo stato-camminata a quello corsetta più per dovere imposto che per possibilità reale: i runners sono tutti appiccicati e alzando la testa non scorgo nessuna via d’uscita: sono incastrato in questa andatura e mi manca già l’aria. il pensiero che le strade del percorso in tanti punti siano sottodimensionate (e di molto) al numero dei partecipanti sarà il leitmotiv di tutta la corsa. il primo chilometro passa e il mio garmin segna 5′,26”!!! io e tanti altri decidiamo quindi di abbandonare il tracciato ufficiale, troppo saturo, per correre ovunque ci sia spazio e ci ritroviamo così su una pista ciclabile che scorre parallela al fiume di atleti, con buona pace per tutti gli spettatori e i cittadini che si vedono arrivare addosso dei pazzi in calzamaglia. abbiamo invaso firenze e firenze oggi è nostra! sulla pista ciclabile riesco ad alzare il ritmo a livelli accettabili anche se son costretto a frequenti cambi di velocità e soprattutto a zigzagare tra i corridori, consumando inutili energie. quando la pista termina ci rimettiamo dentro il fiume come tanti affluenti e tutto nuovamente rallenta. al rifornimento del chilometro 5 sembra ci sia la svendita di qualche supermercato: sono costretto a fermarmi e a lottare per prendere solo un bicchiere d’acqua. quando il paesaggio cambia ed entriamo finalmente nel parco delle cascine, correre diventa anche più bello. intorno al nono chilometro, come da programma, ingurgito una tavoletta enervit GT sport con l’intenzione di masticarla piano sino al ristoro del decimo e allungarla così con dell’acqua. purtroppo con la tavoletta in bocca non riesco a respirare e son costretto a masticarla velocemente, molto tempo prima dell’acqua, che con mio grande stupore non trovo al chilometro 10 perché hanno allestito invece il punto di registrazione dei tempi intermedi. e io comincio ad avere dei crampi allo stomaco. errore numero due: le tavolette le ho sempre usate in allenamento accompagnandole immediatamente con dell’acqua e non ho mai avuto problemi. questa volta invece è andata diversamente. mai sperimentare in gara. i crampi allo stomaco persisteranno per altri due chilometri facendomi pensare al peggio. nel mentre transito al decimo con un parziale di 47′,46” e una velocità in ripresa: gli ultimi 4 chilometri li ho corsi ad una velocità media di 4′,36”. questo comunque è il primo spezzone di percorso che mi ha regalato emozioni da brividi: correre nel bel mezzo di un bosco: una strada nel verde più assoluto. i corridori sono sempre così tanti e fitti da farmi ancora procedere a strappi. si esce dalle cascine intorno al chilometro 15 e al relativo rifornimento comincio ad assumere sali minerali anziché solo acqua. adesso fatemi ringraziare di cuore le persone che lungo tutto il percorso non hanno mai smesso d’incitarci con qualunque mezzo. tante bandiere di nazionalità diversa, tante lingue che si son fuse in un unico incoraggiamento costante a non mollare e poi davvero tanti bambini che ci allungavano la mano per un cinque. commovente è stata una signora che accompagnava il suo dai! dai! dai! tendendo una caramella a chiunque ne avesse bisogno. è stato davvero bello… lasciamo il lungarno per immetterci nel secondo spezzone di percorso da emozioni: la strada che da via dei serragli prosegue per via romana, costeggia il giardino di boboli, arriva in piazza de’ pitti, prosegue per via de’ guicciardini per terminare poi in via de bardi. adoro le vie strette dei centri storici e quelle di firenze sono una delizia da correre. alla metà esatta di gara il mio garmin indica un parziale di 1,38′,35” con un passo medio che ora si è stabilizzato sui 4′,30”/4′,35”. errore numero tre: ora, la mia strategia è stata quella di rischiare. è una velocità molto più alta di quella che avevo preventivato ma ho scelto così: attaccare e cercare di resistere. come faccio sempre del resto. col senno di poi non so se rifarei la stessa scelta e sicuramente per una prima volta sarebbe stato meglio distribuire le forze per gli ultimi 5/7 chilometri. da registrare che al chilometro 20 ho ingollato un’altra tavoletta e nuovi crampi allo stomaco. da questo momento in poi decido quindi di non prenderne più e andrò avanti solamente a banane e sali minerali. il lungarno colombo è certamente il pezzo più brutto. la folla si è diradata sino a scomparire quasi del tutto e corriamo in un silenzio opprimente. cominciano ad affacciarsi i primi pensieri negativi e i dolori alle gambe. nonostante questo, mi accorgo di esser solo. seguo l’istinto e lascio che siano le gambe a fare la mia velocità: supero tante persone ma non mi aggrego a nessuno per condividere insieme un pezzo di strada. in mezzo a tutta questa gente io sto correndo da solo. ma non mi dispiace affatto… anzi. tra il chilometro 25 e il 27 circumnavighiamo la ferrovia e la stazione di campo di marte incontrando antichi sbandieratori in costume, clown, gruppi musicali intenti a suonare la propria scaletta dal vivo e sempre tanti tifosi. il secondo ringraziamento di cuore lo devo fare ora a tutti i volontari di firenze: sono loro i veri vincitori della manifestazione. e potrà sembrare anche banale ma è la profonda verità. giriamo intorno allo stadio artemio franchi e abbiamo percorso circa i 3/4 della corsa. passo al chilometro 30 con un intermedio di 2,20′,17”. in tutto questo devo aprire una parentesi: quando corro non visualizzo mai (per scelta) il tempo parziale. ho programmato il mio garmin per mostrare solamente la velocità e i chilometri percorsi. quindi io ve li sto scrivendo ma non potevo conoscerli. i dolori aumentano ma sto ancora bene. il percorso si fa ancora anonimo e tutto diventa pesante ma quando svolto in via dei martelli e vedo in lontananza uno spicchio del battistero di san giovanni illuminato dal sole, vengo rinfrancato. entriamo nella bellissima piazza del duomo e l’urlo della folla aumenta a dismisura. ho i brividi da pelle d’oca. l’urto accidentale braccio-braccio con un altro atleta cambia la schermata del mio garmin che rivela così il tempo parziale: 2 ore, 46 minuti e… secondi. mai l’avesse fatto. penso che sia un tempone e che se continuo così potrei anche riuscire a superare il tempo che avevo in mente e chissà… magari pure qualcosa in più!  sto per entrare nel chilometro numero 36 e con tutta questa folla finirò in crescendo. dai andrea! e invece… dapprima alterno chilometri veloci a chilometri lenti: il 34° ad esempio l’ho corso a 4′,38”; il 35° a 4′,46”; il 36° a 4′,35”; il 37° a 4′,46” e il 38° a 4′,37”. indice che sto per esaurire le pile. e poi il dramma, perché la maratona (e ne ho letto di cose sulla maratona) se sgarri, non ha alcuna pietà. al chilometro 39 i dolori si fanno insopportabili e nuovamente quella bruttissima sensazione di gambe sotto vuoto. mi fermo e cammino sconfitto. tutti i runners che mi superano si voltano poi ad incitarmi. non possono sapere che mi si è spenta la luce. il chilometro 39 è una mazzata. lo attraverso a 5′,13”! riprendo a correre ma senza più convinzione. ho gettato la spugna. ogni passo è una coltellata. mi trascino all’ultimo rifornimento cercando speranza ma è un continuo alternarsi di camminata e corsetta blanda da recupero. gli ultimi due chilometri e 195 metri non me li ricordo neppure. solo adesso leggo i tempi e le velocità e mi sembrano così strani… quando taglio il traguardo non ho nessuna emozione. e dire che quel momento l’avevo immaginato da tutta una vita. non sono triste, sono soltanto amareggiato. amareggiato perché avrei dovuto farcela, perché avrei dovuto stringere i denti, perché non meritavo di mollare così. poi sento il mio corpo: ho fitte lancinanti ai piedi, alle ginocchia, alle cosce, alla schiena e capisco che forse ho dato tutto quel che avevo. dopotutto la gara migliore è sempre la prossima e ora non me ne frega più niente: sono un maratoneta.

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