nero abbecedario [O]

Posted on 11 novembre 2015

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nero abbecedario O[file: http://andreapes.com/227_699_pro_799.php]

con la lettera O c’era solo l’imbarazzo della scelta, come in una grande rivendita (qui scrivo la mia, ma ognuno può immaginare la sua preferita n.d.a.) di sport che liquida tutto per fallimento. obitorio, obsoleto, odio, offesa, omicidio, orina, orrore, osceno, oscurità, ossario, ossessione e ozio. le parole potevano essere molte di più ma ad ossario ho smesso d’impegnarmi, tanto avevo già deciso.
il primo embrione d’idea è scaturito immediatamente dopo aver emesso il suono della parola ed era una composizione blasfema di ossa. l’immaginazione poi ha cominciato a girare vorticosamente, fermandosi sulle costruzioni per bambini e dopo essermi chiesto se fosse il caso di sostituire i singoli mattoncini con ossa umane ho accantonato l’idea perché avevo subito pensato a delle forme gotiche troppo impegnative. volevo qualcosa di semplice, di minimale. allora son ripartito, e come l’omino addetto alla roulette, ho nuovamente spinto con grazia la parte mobile dell’immaginazione, che girando su sé stessa mi ha ricordato la passione per gli accostamenti dissonanti.
sulla scia dei mattoncini lego mi sono quindi ritrovato dentro la cripta di un cimitero, come in un racconto di poe. puzza di aria senza ossigeno, umidità e decomposizione vegetale. lo spazio è poco, forse due metri per tre, con quattro loculi ricavati dentro le due pareti laterali che una volta ospitavano le salme. ora invece mi fissano vuote, dopo aver vomitato i loro resti ovunque sul pavimento. proprio nel centro di questo spazio angusto sta una sorta di antico catafalco e tutt’intorno quattro scheletri sfaldati, disfatti. come se qualcuno avesse impiegato il suo tempo a smontarli pezzo a pezzo in singoli mattoncini bianchi di ossa. mi chino a pescare nel mucchio: due vertebre a caso. a guardarle così, smembrate dal resto, paiono due occhi. sorrido.
le poggio sul catafalco una di fianco all’altra. pesco poi dal mucchio una falange ma poi mi rendo subito conto che un coccige sarebbe molto meglio.e infatti. per terminare l’opera non ho dubbi: una costola è quella che fa al caso mio. finito! mi rendo conto che non è il massimo della composizione ma è la prima cosa che mi è venuta in mente… e poi mi fa sorridere. e a voi? quanto fa sorridere uno smile di ossa umane?

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