la caduta di casa usher

Posted on 5 dicembre 2016

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il progetto chigula dal claim impulsi creativi tra un libro e l’altro è una compagnia di artisti diversi che nello spazio della libreria MP di macomer, si propongono di generare sprazzi di scintille e incendiare così il panorama artistico del circondario.

per l’inaugurazione ufficiale del progetto ognuno di noi ha creato una o più opere che avessero come fil rouge i libri.
per il mio pezzo inedito ho scelto un racconto di edgar allan poe: la caduta di casa usher.

nel rileggerlo, dopo tanti anni di oblio, la mia illustrazione si è manifestata all’improvviso, proprio mentre scorrevo le parole che raccontavano l’incontro con la sorella di roderick usher:

parlava della prossima morte di lei, con una amarezza che non posso cancellare dalla mia mente. mentre parlava, lady madeline, questo era il nome di lei, passò lenta in fondo alla sala. senza aver notato la mia presenza scomparve. la guardai con l’animo diviso tra stupore e spavento, senza capire i miei sentimenti e seguii i suoi passi mentre se ne andava, preda di un senso di attonita oppressione.

la prima bozza che tirai giù dalla mia testa fu una dama di foggia ottocentesca con il volto di teschio che immaginavo camminare lentamente verso sinistra, lasciandosi dietro una coltre d’oscurità.

per esprimere il concetto che il nero fosse proprio generato dalla figura e non il contrario mi avvalsi di linee verticali che da sinistra a destra dapprima si allargavano e poi si restringevano sino a scomparire. dovete tener conto che stavo già ragionando sulla xilografia e sulla stampa della matrice di legno: nella stampa in rilievo l’inchiostrazione viene effettuata sulle parti in rilievo della matrice, avendo come conseguenza che le parti scavate (in questo caso le linee verticali n.d.a.) corrisponderanno ai bianchi dell’immagine.

le linee esprimevano il ritmo del lento incedere di lei ma soprattutto delineavano gentilmente la sua figura sullo sfondo. decisi di imprigionare il tutto dentro una forma quadra e dopo le prime prove di stampa, nonostante fossi abbastanza appagato dal risultato, mi accorsi comunque che qualcosa non andava.

le linee verticali erano una nota stonata: parevano forzate e suonavano come un’appendice superflua da operare.

incisi una nuova matrice.
questa volta scelsi un formato orizzontale con il rapporto di 1:2 tra i lati che esasperasse quel nero strascico. mantenni intatta la figura ottocentesca ma eliminai ogni linea verticale: avrei improvvisato in fase di inchiostrazione lasciando che fosse il caso a riempire di forme sognanti quella parte di tavola liscia.

le prime prove non erano male ma per qualche ragione (forse il rullo del torchio leggermente fuori asse o forse la tavola deformata) stampando la matrice normalmente, la parte inferiore appariva sulla carta meno nitida, indice che la pressione non era uniformemente distribuita. provo allora a capovolgere la matrice e a stampare nuovamente: questa volta la parte sfumata me la ritrovo in alto ma l’effetto è decisamente molto migliore perché rafforza quel sentimento aeriforme nebulizzato.

impiego 3 o 4 stampe prima che l’occhio mi cada su delle lettere poco definite che risaltano timide nel nero dell’inchiostro… le riconosco subito. sono quelle che compongono le parole DED_SHIRTs!

ricontrollando tutte le stampe precedenti mi accorgo allora che sono tutte marchiate: delicata come una filigrana ma indelebile come il fuoco. e quando poi l’occhio ha riconosciuto le sue forme sembra davvero troppo evidente per passare inosservata…

non riuscirò mai a capire il perché ma dopo aver provato di tutto (anche a scartavetrare la matrice n.d.a.) il problema, all’improvviso, non si presenta più. la cosa strana era che il marchio usciva fuori solo stampando la matrice capovolta!
la sessione di stampa termina con pochi buoni esemplari e dopo due giorni ci riprovo nuovamente.

nell’ultima sessione tutto fila liscio e finalmente riesco a tirar fuori delle stampe interessanti.
rimanendo a contemplare il lavoro finito ora posso riflettere sul perché la testa mi abbia portato a realizzare in questo modo l’illustrazione. mi piace ricostruire a freddo quello che l’impulso creativo ha generato senza quasi pensare: lei crea, io non faccio domande… lavoriamo così.
di primo acchito sembra più la maschera della morte rossa ma lady madeline non si trascina dietro la pestilenza… piuttosto una nera malinconia soffocante.

e poi devo smetterla di spiegarvi le mie illustrazioni perché non è bello imporvi la mia visione delle cose. guardatela, osservatela meglio se volete… mi piace pensare che ognuno di voi mi racconterà la propria versione e sarà bello allora analizzarvi la testa e trarne delle conclusioni come si faceva una volta con il test di rorschach.

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