l’uomo delinquente

Posted on 31 dicembre 2012

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l’uomo delinquente in rapporto all’antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria è un’opera di cesare lombroso, criminologo, giurista e antropologo, considerato il padre della moderna criminologia.

in questo ultimo post del 2012 prenderò in esame solamente una minima parte del suo lavoro, soffermandomi nello specifico sulla sezione dei tatuaggi criminali.

la suddetta opera è datata 1897 e risente pesantemente dell’influenza di discipline pseudoscientifiche oramai sorpassate e largamente in disuso come la fisiognomica (che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto) e della frenologia (secondo la quale, dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità psichiche dell’individuo e della sua personalità).

di seguito un articolo firmato da massimo novelli e pubblicato sulla repubblica nel maggio del 2012:

“in principio fu il tatuaggio. era il 1863. cesare lombroso era ancora un ufficiale medico. esaminando un migliaio di soldati artiglieri, tuttavia, venne colpito dal fatto che 134 di loro, di ceti sociali disagiati, avevano sul corpo più immagini o scritte incise in modo indelebile e ne fece tesoro.

qualche tempo dopo, nel 1876, l’anno della pubblicazione de l’uomo delinquente, poteva scrivere che l’uso del tatuaggio ‘fra gli uomini non delinquenti‘ tende a decrescere, mentre invece ‘l’usanza permane non solo, ma prende proporzioni vastissime nella popolazione criminale, sia militare, sia civile‘.

nel libro il museo di antropologia criminale ‘cesare lombroso’, (…) pierpaolo leschiutta ricorda che per la quinta edizione de l’uomo delinquente, uscita nel 1896, il dottore veronese aveva dati e informazioni su 10.234 individui tatuati, 6348 classificati come criminali, prostitute e soldati delinquenti.

il tatuaggio era diventato un potente indicatore di atavismo criminale. aveva annotato nel 1874: ‘nulla è più naturale che un’ usanza tanto diffusa tra i selvaggi e fra i popoli preistorici torni a ripullulare in mezzo a quelle classi umane che, come i bassi fondi marini, mantengono la stessa temperatura, ripetono le usanze, le superstizioni‘.

non si conosce il numero dei tatuaggi di uomini e donne delinquenti, di assassini e di banditi, di ladre e meretrici, di vagabondi e di oziosi, di camorristi e sovversivi, che vennero ricopiati e riprodotti dal vero su carta e su tela, su richiesta del fondatore dell’antropologia criminale, in diversi manicomi, nelle carceri e negli ospedali del regno d’italia. sicuramente si tratta di una quantità enorme. nei magazzini del torinese palazzo degli istituti anatomici, dove ora è ospitato il museo lombroso, in questi ultimi anni ne sono stati ritrovati centinaia, senza contare quelli che sono andati perduti.sei di questi, i più grandi e significativi, sono stati affidati agli specialisti del laboratorio di restauro dell’archivio di stato di torino che li hanno restituiti ai colori originali.

rappresentano una testimonianza rilevante del pensiero lombrosiano e degli strumenti della ricerca scientifica positivista, ma anche un racconto di notevole forza dell’universo ottocentesco della miseria, del crimine, della devianza, della follia, talvolta del genio.

nell’ottocento, scrive leschiutta, il tatuaggio ‘turba, incuriosisce, infastidisce, pone problemi sulla liceità di un uso del corpo irrispettoso della sua sacralità’, sebbene fosse diffuso, soprattutto in inghilterra, tra gli esponenti dell’aristocrazia. oggi farsi tatuare è una moda di massa, e il tatuaggio ha perso una buona parte della sua valenza. uscito dalla storia delle classi subalterne, è entrato nell’era dell’omologazione. un serpente marchiato su un braccio non svela ciò che poteva rivelare, oltre un secolo fa, quello che attraversa il corpo di materia, un piemontese ‘condannato ripetutamente per furto, rapina, associazione a delinquere’. e’ uno dei disegni rimessi a nuovo dall’archivio di stato. nelle note di lombroso e dei suoi collaboratori, quasi sempre basate sulla scorta delle spiegazioni fornite dai medesimi tatuati, il serpente ‘significa che egli è legato dalla questura dai cui lacci non può sciogliersi. le spade significano il diuturno duello contro la questura.

vere e tragiche storie personali, spesso abominevoli oppure miserabili, con i loro fondi di memorie e di sogni spezzati, di odi e di amori, con gli afflati religiosi, i desideri erotici e di vendetta, a volte innestati tra vagheggiamenti sociali e di rivolta, un ‘W la republica’ e un ‘W la pace’, coprivano i corpi studiati da lombroso.

lui ne traeva linfa preziosa per dimostrare il rapporto dei delinquenti e dei devianti, proprio per via del tatuarsi, con l’uomo primitivo e con quello ‘in stato di selvatichezza’. le altre letture possibili, alternative alla mera connotazione criminale, non vennero prese in considerazione. con i metodi e lo stato della scienza connaturati all’epoca, lombroso colse, come dice leschiutta, ‘la potenzialità evocativa’ dei tatuaggi; quell’essere, per citare danilo montaldi, delle autentiche autobiografie della leggera (o lìgera, la piccola criminalità milanese della prima metà del novecento, ndr).

nell’iconografia tutta pelle e aghi lo scienziato individuò le tipologie del tatuaggio religioso e per imitazione, per spirito di vendetta e per ozio, per vanità, per spirito di corpo, in funzione mnemotecnica ed erotica.

molte delle sue idee delle sue scoperte sono cadute nell’oblio. rimane intatta la capacità di raccontare gli uomini e le donne decifrandone i segni sui corpi.”

di seguito le tavole e le didascalie originali contenute nell’opera.

TAVOLA LXIV tatuaggi di delinquenti (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- carrozza della duchessa di berry, tatuaggio assai complicato, osservato da lacassagne.

figg. 2, 3, 4, 5- tatuaggi osceni (5) o simbolici d’amore (2, 3, 4) sulle natiche, frequenti nei pederasti (lacassagne).

fig. 6- tatuaggio osceno osservato dal boselli sulla piega del gomito di un soldato delinquente (savona); diventava più osceno nel movimento del braccio ed eccitava la masturbazione.

fig. 7- ex-marinaio, scroccone ed omicida per vendetta; sul petto portava le parole: ‘giuro di vendicarmi‘, con due pugnali incrociati; sul pene si vede lo scudo del regno d’italia e un viso di donna.

TAVOLA LXV tatuaggi di associati alla camorra (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- nomi delle sue amanti sul petto nell’ordine cronologico in cui le ha avute.

fig. 2- tatuaggio simbolico di camorristi: A, è la parola d’ordine del governo borbonico; B, amuleto contro la jettatura; C, cometa: è il simbolo della fortuna; E, chiave: il segreto; I, sorcio: gioia.

fig. 3- tatuaggio di vendetta; una tomba con l’iscrizione: ‘carogna, qui ti seppellirò‘.

fig. 4- tatuaggio di vendetta. nardo, ladro, fu arrestato 18 volte e condannato 15 volte per grassazioni, evasioni, stupri: eseguì realmente la minaccia espressa col tatuaggio: ‘con questa rivoltella sparo contro la polizia. nardo vincenzo, 1882‘.

fig. 5- linee e punti che indicano i gradi della camorra: A, primo grado del camorrista; B, secondo grado, picciotto di sgarro; C, D, ultimi gradi.

fig. 6- oscena: iscrizione in gergo: ‘afferrate costui‘.

fig. 7- antonio g. camorrista, con un serpente lungo m 1.35 che morde la mammella sinistra. quindi i nomi delle sue amanti, le date delle sue gesta contro la polizia; il triangolo con tre punti indica il suo grado nella camorra.

fig. 8- sul petto: una donna vista dal lato posteriore, coll’iscrizione: ‘nel tuo ano ho perduto metà del cazzo‘.

fig. 9- geroglifici indicanti: ‘tu sei la chiave del mio cuore‘.

fig. 10- tomba coll’iscrizione: ‘morte a te V. Z.‘.

fig. 11- soprannome geroglifico di A. capo della camorra: testa di gatto.

fig. 12-lumaca‘ soprannome di P. capo della camorra.

fig. 13- oscenità di R. , camorrista, stupratore e grassatore.

TAVOLA LXVI tatuaggi di prostitute delinquenti (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- una prostituta con questi tatuaggi sul ventre fatti dal suo amante. il 6 ed il 16 rappresentano in gergo le aperture dell’ano e della vulva.

fig. 2- meretrice di 18 anni, di buenos-ayres.

fig. 3- il testo significa: ‘sempre dentro‘.

fig. 4- meretrice francese.

fig. 5- i nomi delle caserme (guarnigioni) per le quali in dodici anni passò questa giovane.

fig. 6- delinquente e prostituta tedesca. L’iscrizione significa: ‘apprendi a soffrire senza lamentarti‘.

fig. 7- due cuori col motto scritto male, fedeltà, sulla spalla, eseguiti sulla giovane luisa, di napoli.

TAVOLA LXVII tatuaggi di delinquenti (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- m. emilio, di 27 anni, condannato 50 volte almeno per rivolte, percosse e ferite. a 12 anni abbandona i parenti, s’ingaggia su una nave mercantile e naufraga. a 17 anni uccide un cavallo. fece una quantità di mestieri: panettiere, vetturiere, ciarlatano, commesso-viaggiatore, rivenditore, ambulante, meccanico… dice di aver cambiato le amanti come le camicie; si crede nato sotto l’influenza di una buona stella; si gloria di esser stato amico di mottino, celebre bandito; a vent’anni sposa un’amante, va con essa a piedi sino a genova, con soli 22 soldi in tasca, dopo 7 giorni abbandona la moglie. ora è negoziante. porta tutta la sua biografia nei tatuaggi.

un’àncora (1) ricorda la nave speranza, che naufragò sulle coste d’irlanda, ed a bordo della quale serviva come mozzo. una testa di cavallo (2), ricorda il cavallo che uccise, a 12 anni, per capriccio, con un coltello. un elmo (3) ricorda gli agenti di polizia che vorrebbe uccidere. il ritratto del bandito mottino (4). un liuto (5), ricordo di un amico, abilissimo chitarrista, col quale percorse buona parte dell’europa. la stella (6), sotto l’influenza della quale dice di esser nato. una corona reale (7), ricordo politico, come egli asserisce, ma forse, pensiamo, ricordo delle sue nuove occupazioni di mercante. a bordo voleva perpetuare la memoria della sua amica tatuandone sul proprio braccio il suo corpo nudo, ma il capitano vi si era opposto. per cui, non potendo compiere tutto il disegno, mise un cuore, emblema dell’amore, invece della testa.

figg. 2, 3, 4- f. sebastiano, di 26 anni, da mondovì, già condannato per rivolta ed oltraggio alle guardie; carrettiere di professione e prima lottattore. porta sul torace il disegno di un leone (1), emblema della forza, la corona della legione d’onore (2) ed un pugnale (3), emblema di vendetta: sulla gamba destra, un uccello (4) per dinotare l’amor puro; una minaccia per le spie (5) nell’iscrizione ‘mort aux donneurs, à eux la partie, à moi la revanche‘; sulla gamba destra l’iscrizione (6): ‘je suis l’enfant du malheur‘, (7) un lupo, simbolo della fame e della sventura.

crediamo utile per maggior chiarezza di ripetere su più grande scala (fig. 4 e 5) i tatuaggi delle braccia: sul destro (1), viola del pensiero; (2) ricordo di una meretrice; (3) un cuore; (4) altra viola del pensiero; (5) ingiurie ad una donna che lo tradiva; (6) ricordo del circo; (7) ritratto di un marinaio; (8) un’àncora; (9) ritratto di un pompiere; (10) kellerina di cui era innamorato. e sul braccio sinistro: (11) figura rappresentante la repubblica; (12) un’altra meretrice; (13) uccello messaggero d’amore; (14) ritratto della donna amata; (15) tomba di suo padre; (16) ricordo d’italia; (17) ritratto di donna; (18) l’iscrizione: ‘le passè m’a trompè, le présent me tourmente, l’avenir me épouvante‘.

fig. 5- Q. A. di 25 anni, di novara, giornaliere, ladro, espulso dalla francia e dalla svizzera, porta sul petto due gendarmi svizzeri (1) col motto: ‘W. la république‘; (2) ricordo del suo soggiorno in svizzera. a destra ed a sinistra, due cuori, dei pugnali e dei fiori (3) indicanti un amore tradito da vendicare. sul braccio destro (4-5) emblemi d’amore; un cuore trafitto (6) e la testa di un pesce (7), uno sgombero, vero geroglifico-rebus che significa come la sua amica lo abbandonò per un souteneur. più in basso si vede lo stemma di casa savoia (8). sul braccio sinistro, un diavolo ed un vaso di fiori (9-10) che, secondo lui, indicano il primo la sventura, ed i fiori il tradimento. questi tatuaggi furono fatti da suo fratello, attualmente al reclusorio militare di savona, e che è pure completamente coperto di tatuaggi.

fig. 6- L. F., di anni 32, ufficiale francese, dedito al giuoco ed ai liquori; si è tatuato un fanciullo che beve.

fig. 7- F. roch, di anni 30, ladro, feritore, si è fatto tatuare da un camerata una figura che dice rappresentare la regina d’inghilterra.

figg. 8, 9- G. G., panettiere, condannato per rivolta, pagò 12 franchi per farsi tatuare da un camerata: (1) una giovane nuda, che rappresenta la repubblica, con un pugnale nelle parti sessuale; (2) un eroe detto zambar, che ai tempi di napoleone I fece saltare la sua nave; (3-4) la libertà ed un gendarme.

TAVOLA LXVIII tatuaggi di delinquenti (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- braccio destro di giac. francesco, di 44 anni, da vercelli, fabbro-ferraio, già ciarlatano, ladro, espulso dalla francia, e che fu in africa ed in australia: (1) emblema d’amore, forse di pederastia; (2) ricordo del suo viaggio in mare; (3) iniziali della sua amante; (4) selvaggio, ricordo del suo soggiorno in africa; (5) emblema religioso; (6) ricordo della sua amante, quando era ciarlatano; (7) ricordo del suo stato di ciarlatano.

fig. 2- braccio sinistro: (1) allusione ai suoi trionfi di lottatore; (2) zuavo, ricordo della campagna d’italia; (3) altro ricordo del suo soggiorno in africa; (4-5-6) ricordi del suo pellegrinaggio alla madonna di lourdes; (7) pulcinella; (8) data del suo primo amore.

fig. 3- mullè, gio., marinaio francese, disertore, già condannato dal consiglio di guerra francese, non si sa per quale causa. porta sulla fronte l’iscrizione: ‘pas de chance‘, e sul petto ‘le passè me tourmente, le présent me …., l’avenir me épouvante‘, iscrizioni che, insieme al pugnale (1), alla testa di morto (2) che ha sul petto e al grappolo d’uva che ha sul pene, dimostrano le sue tendenze criminose. i fiori del pensiero, che abbondano sul corpo, sono molto frequenti nei pederasti. la lettera m (5) sul petto è l’iniziale del suo nome; le spalline (6), il vascello (7) sono segni professionali; si vede pure il ritratto di una donna (8) e l’iscrizione: ‘souvenir de la martinique‘.

fig. 4- beaudoine alessandro, vetraio, di anni 20, disertore dall’esercito francese, dalla compagnia di disciplina in africa, ladro, porta sul petto un s. giorgio (1); sul petto a destra una donna con un vaso in mano (2); a sinistra la croce della legion d’onore (3). sul braccio destro, presso alla spalla, la figura di un soldato francese (4); più in basso un busto di donna e una violetta col motto ‘a elle‘ (5), ed un gentiluomo colla spada sguainata (6). sul braccio sinistro una donna vestita da uomo (7); più sotto un viso da donna ed un’altra mezzo nuda che le beve daccanto, e al di sopra le parole: ‘mauillons un peu l’intérieur‘ (8); una donna vestita in azzurro colle due lettere BA sul petto, cui furono dopo applicate due mammelle.

fig. 5- bonocore ciro, da portici (napoli), di anni 62, camorrista, soldato, con 17 recidive per furto, insubordinazione… porta sul braccio destro: (1) una cometa, per ricordo, dice, della sua amante; (2) il suo nome; (3-4) un’àncora ed una nave, espressione del desiderio di farsi marinaio. sul braccio sinistro (5-10) sole, emblema di un amor puro; (6) alcune medaglie; (7, 8, 9) emblemi religiosi; (11-12) segni particolari di camorrista di secondo grado.

figg. 6, 7- della R., soldato, camorrista, di anni 24: sul braccio destro, una donna nuda, un cuore trafitto da un pugnale, con fiori di limone, segni di vendetta; sul sinistro: altri cuori trafitti ed emblemi religiosi col nome del suo paese (sulmona).

figg. 8, 9- A. G. di anni 30, di serravalle sesia, muratore e ladro, espulso dalla francia, ove si era fatto tatuare sul braccio destro gli stemmi della repubblica francese (1), ed un disegno osceno (2), che egli dice essere l’illustrazione del giuoco di parole ‘giuoco del bigliardo inglese, ove le palle spingono‘. sul braccio sinistro (3) un cane che sodomizza un gendarme corrispondente alle parole ‘un cane che emmanche un gendarme‘, doppiosenso di disprezzo per la polizia; (4) il suo ritratto.

figg. 10, 11- L. gio, da lignano (parma), calzolaio, ladro, porta sul braccio sinistro: (1) l’emblema della fortuna; (2) emblema religioso; (3) cuore trafitto; (4) la data del suo primo amore; (5) testa di morto, segno di vendetta. sul braccio destro (6), due cuori trafitti, segno di amore tradito; (7) pugnale; (8) ricordo di una delle sue amanti, danzatrice di circo; (9-10) emblemi religiosi; (11) allusioni al suo mestiere di ladro.

TAVOLA LXIX tatuaggi simbolici (clicca per aprire l’immagine in una nuova finestra)

fig. 1- T. R. stupratore, portava sul corpo 105 segni relativi ai suoi delitti. sul braccio destro p. es., donna alata e coronata; alata, dice egli, perché le feci prendere il volo (ratto); coronata, perché essa sostituì alla corona di vergine la corona reale, diventando sua amante!

sul braccio sinistro un cuore (l’amante); questo cuore è ferito da una freccia, perché l’aveva abbandonata con due fanciulli, rappresentati da due piccoli cuori sanguinosi.

l’iscrizione significa: il cuore della mia amante.

sull’avambraccio: due cuori trafitti da due spade, simboleggiano due amanti che, minacciati di morte, si piegano ai suoi desideri, sono uniti da una catena alla quale è sospesa un’àncora, il che significa che le amanti appartenevano ad una famiglia di marinai.

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